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Fondi europei: entro il 31 dicembre, l'Italia potrà investire 13 miliardi

Nel 2014, solo tre programmi finanziati con i fondi europei non hanno evitato il “disimpegno automatico”

- L'Italia ha rischiato di perdere moltissimo: ben due miliardi di euro dei fondi comunitari. Tuttavia l'accelerazione del ritmo di spesa ha permesso al nostro Paese di raggiungere e superare i target fissati da Bruxelles. L'obiettivo è ora un altro: investire gli oltre 13 miliardi di euro ancora a disposizione nell'arco dei prossimi dodici mesi.

Fondi europei: entro il 31 dicembre, l'Italia potrà investire 13 miliardi

Ad oggi il totale della spesa certificata dei fondi comunitari per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013 è pari al 70,7% del totale (33 miliardi di euro sui 46,7 messi a disposizione: 1,9 miliardi in più rispetto ai target fissati dall'Unione europea). Da gennaio a dicembre del 2014, ha comunicato Palazzo Chigi, abbiamo infatti speso 7,9 miliardi di euro.

Nel 2014, secondo i dati resi noti dalla Presidenza del Consiglio, su 52 programmi finanziati con i fondi europei soltanto tre di questi (il Programma operativo nazionale Reti e mobilità, il Programma operativo regionale Fondo sociale di Bolzano e il Programma operativo interregionale Attrattori culturali) non hanno evitato il “disimpegno automatico” per un totale di 51,4 milioni di euro (circa lo 0,11% delle risorse complessivamente programmate). Di questi, però, soltanto 32,3 milioni sono stati messi a disposizione dell'Unione europea mentre i restanti 19,1 fanno parte del cofinanziamento nazionale.

In cosa consiste il cofinanziamento nazionale? I fondi europei seguono, infatti, il principio del fifty-fifty: metà vengono messi a disposizione da Bruxelles mentre all'altra metà provvede il Paese interessato. Le normative comunitarie permettono comunque di abbassarlo, portandolo dal 50 fino al 25%.

Come già anticipato, i compiti per il nostro Paese non finiscono comunque qui. Dopo aver evitato di perdere due miliardi di euro, l'Italia dovrà (necessariamente) spendere 13,5 miliardi entro il 31 dicembre del 2015. Di questi ben nove miliardi sono destinati al Mezzogiorno e che, una volta investiti, permetterebbero al Prodotto interno lordo delle regioni meridionali di crescere il 2% in più, secondo una stima riferita dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

Come vanno le cose nel resto d'Europa? Decisamente meglio. Stando ai dati della Commissione europea aggiornati a metà dicembre, il nostro Paese è uno di quelli maggiormente indietro nella fruizione dei fondi comunitari. Peggio di noi facevano soltanto Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Croazia. Zagabria gode comunque di tutte le attenuanti del caso: essendo stata ammessa nell'Unione solo il 1° luglio del 2013, ha avuto meno tempo a disposizione di spendere le risorse. I più virtuosi? Estonia, Portogallo, Svezia e Grecia.

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