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Corruzione: una zavorra per la crescita economica del Paese

La corruzione scoraggia gli investitori italiani ed esteri, frenando inoltre lo sviluppo dell'economia e sottraendo risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini

- Quello della corruzione è un peso insostenibile per l'economia italiana. Lo denunciano da tempo istituzioni internazionali e nazionali, secondo cui la corruzione scoraggia gli investimenti frenando così la crescita. Con quest'ultima che, come ha evidenziato il presidente della Corte di Conti Raffaele Squitieri e proprio in virtù del malaffare, rischia di non tornare su livelli soddisfacenti.

Corruzione: una zavorra per la crescita economica del Paese

La crisi economica, ha spiegato Squitieri, predispone un terreno favorevole a fenomeni di mala gestione e di corruzione. Fattori che, a loro volta, mettono a repentaglio la possibilità di un ritorno su livelli di crescita soddisfacenti.

Conseguenze negative, quelle della corruzione sull'economia, che altri prima di lui (si veda il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella) non avevano esitato a denunciare, seppure servendosi di termini differenti.

Oltre a minare la convivenza civile e sottrarre risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini, fenomeni come la corruzione disincentivano gli investimenti delle imprese italiane e straniere (aziende 'sane' tendono a non partecipare a gare d’appalto che percepiscono come truccate, ad esempio) ed influenzano la spesa pubblica: complici il maggior costo dei servizi e dei beni acquistati, quest'ultima tende irrimediabilmente a crescere.

Secondo una relazione della Commissione europea, l'impatto della corruzione sulle grandi opere pubbliche in Italia è stimato al 40% del valore totale dell'appalto. Nel complesso, spiegano da Bruxelles, il costo medio dell'alta velocità nel nostro Paese è stato pari a 61 milioni di euro al chilometro contro i 10,2 milioni di euro spesi per il tratto Parigi-Lione o i 9,8 milioni della Madrid-Siviglia.

Contrastare in modo efficace la corruzione ha naturalmente i suoi vantaggi: secondo la Banca Mondiale, porterebbe ad un aumento del reddito superiore al 2,4% con effetti benefici anche sulle imprese che crescerebbero del 3% annuo in più. Quelle stesse imprese che, sempre stando ad uno studio della Banca Mondiale condotto su un ampio numero di Paesi, se costrette a fronteggiare una pubblica amministrazione corrotta crescono in media quasi del 25% di meno rispetto quelle che, invece, non sono costrette a fare i conti con tale problema.

Ma c'è di più. Ad esempio perdere punti nella classifica, che annualmente viene redatta da Trasparency International (un'organizzazione non governativa internazionale), provoca l’allontanamento di potenziali investitori stranieri. E' stato calcolato infatti che ogni punto perso equivale al 16% in meno degli investimenti esteri diretti (IDE) che tanto fatichiamo ad attirare: nel 2013 solo l'1,6% dello stock mondiale ha raggiunto infatti il nostro Paese, contro il 2,8% della Spagna, il 3,1% della Germania, il 4,8% della Francia e il 5,8% del Regno Unito.

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