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Consumi: nel 2014 mettono un freno alla caduta

Nei dodici mesi appena passati la Confcommercio ha registrato un calo dello 0,7% rispetto al -6,7% del 2012-2013.

- I dati raccolti dall’Indicatore dei consumi della Confcommercio sembrano confermare quanto già certificato dall’Istat riguardo le vendite al dettaglio: le famiglie italiane stanno lentamente ricominciando a spendere. A testimoniarlo anche l’indice che misura la fiducia dei consumatori (sempre dell’Istat) che ha alzato l’asticella dai 99,9 punti di dicembre ai 104 di gennaio.

Consumi: nel 2014 mettono un freno alla caduta

Come le vendite al dettaglio hanno dato un accenno di ripresa, mettendo a segno un lieve +0,1% a novembre su ottobre (troppo lieve per parlare di ripresa vera e propria, soprattutto se si guarda al dato tendenziale, -2,3%, e al periodo gennaio-novembre, -1,4%), così i consumi hanno registrato un forte rallentamento della caduta.

Nel corso dei dodici mesi appena terminati i consumi sono infatti scesi dello 0,7%, una contrazione lieve se paragonata al -6,7% accumulato nel biennio 2012-2013.

Considerando solo il mese di dicembre il calo è stato nettamente più live: si è riscontrato un -0,1% rispetto a novembre e un -0,8% rispetto allo stesso mese del 2013. Il -0,1% registrato è il risultato di una sorta di bilanciamento tra la lieve crescita della domanda di servizi (+0,1%) e il calo di quella per i beni (-0,2%).

Rispetto a novembre, guardando le singole tipologie di beni e servizi, l’aumento maggiore lo hanno riportato le voci Beni e servizi per la mobilità, con un +0,5%, e Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa, con un +0,2%. Meno marcata la crescita di Beni e servizi ricreativi e Abbigliamento e calzature: entrambe le voci hanno riportato un +0,1%.

Beni e servizi per le comunicazioni e Alimentari e tabacchi hanno invece registrato un calo dello 0,5%. Discesa dello 0,3% per i consumi relativi ai Beni e servizi per la casa e per quelli relativi ai Beni e servizi per la cura della persona.

Confrontando i dati di dicembre 2014 con quelli dello stesso mese dello scorso anno, i servizi hanno registrato un calo dell’1,3% mentre i beni dello 0,6%. Le uniche due voci positive sono quelle dei Beni e servizi per le comunicazioni, +1,9%, e Beni e servizi per la mobilità, +1,4%. Cali significativi per Beni e servizi per la casa (-1,7%) e per la cura della persona (-1,2%); alimentari, bevande e tabacchi (-1,4%); e alberghi, pasti e consumi fuori casa (-1,3%).

Secondo il Codacons tra il 2007 ed oggi i consumi sono scesi di circa 80 miliardi di euro (3.300 euro a famiglia all’incirca). I settori maggiormente colpiti sono stati quello dei trasporti, sceso di 23 punti percentuali, quello dell’abbigliamento e delle calzature, del 17%; e quello degli elettrodomestici (-12%). Per risalire la china, e riguadagnare così il terreno perduto, spiegava invece Confesercenti, serviranno non meno di sette anni.

Sul fronte degli alimenti che, come abbiamo visto, è un comparto che nel 2014 ha perso lo 0,5%, arrivano lievi rassicurazioni riguardo una possibile inversione di rotta: secondo le stime della società Iri, presentate al convegno Consumi Food 2015, il settore potrebbe assistere nel corso del 2014 ad una crescita dei consumi pari allo 0,3%, in termini di volumi di vendita, e dello 0,9%, in termini di fatturato.

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