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Referendum Pomigliano, vince il sì

Il 63% degli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco ha dato il via libera all'accordo tra il Lingotto e i sindacati (Fiom esclusa) sul piano di rilancio della fabbrica.

Al termine dello scrutinio dei 4.642 voti del referendum, con un'affluenza del 95%, l'intesa ha ottenuto 2.888 sì e 1.673 no (36%). Le schede nulle sono state 59, quelle bianche 22. Il fronte del sì, dunque, vince ma non sfonda.

I sindacati si dicono soddisfatti del 63% dei consensi circa conquistato dal sì mentre il ministro Sacconi afferma che adesso il paese e' piu' moderno. Ma nella fabbrica campana della Fiat sono tutti consapevoli che a pesare nel prossimo futuro sara' anche il 36% raggiunto dal fronte del no.

Ora tutto passa nelle mani della Fiat e qualcuno, come la Fiom, teme che questo risultato possa non bastare al Lingotto e che l'azienda possa giocare sulla percentuale negativa registrata nella consultazione per tirarsi indietro e negare gli investimenti, ovvero i 700 milioni per il progetto nuova Panda a Pomigliano.

Fim e la Uilm si dicono soddisfatte del risultato del referendum, ma chiedono alla Fiat di ratificare presto l'accordo e, quindi, di tener fede agli impegni. I prossimi giorni saranno quelli decisivi per stabilire il futuro della fabbrica di Pomigliano.

Il sindacato più critico all'intesa, la Fiom, ha ribadito il suo no all'accordo, ma secondo quanto sottolineato dal segretario della federazione napoletana, Massimo Brancato, apre uno spiraglio di trattativa. "Se la Fiat apre una trattativa e si predispone ad una mediazione che rispetti la costituzione, le leggi dello stato e il contratto, ci sediamo a un tavolo e siamo disponibili a fare un negoziato", ha spiegato.

A chiedere di riaprire le trattative è anche la vice segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso. "La partecipazione al voto era prevedibile come la prevalenza del sì - spiega la sindacalista - Chiediamo a Fiat di avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano e di riaprire la trattativa per una trattativa condivisa da tutti".

E se il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, subito dopo l'esito del voto sottolinea che in questo referendum "ha vinto il lavoro e il buon senso", il segretario della Uil Campania, Giovanni Sgambati mette in evidenza come "una percentuale così elevata di partecipazione non si era mai registrata in un referendum sulla flessiblità nel settore metalmeccanico".