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14.8.2013

Eurostat: "Finalmente il Pil torna a crescere" Ma il commissario Rehn: "Economia fragile"

Gli ultimi dati segnalano una lieve ripresa del Prodotto interno lordo: +0,3%, sopra le previsioni

13:26 - L'Europa pare essere finalmente uscita dalla recessione: secondo la stima flash di Eurostat, nel secondo trimestre 2013 il Pil cresce dello 0,3% sia nell'Eurozona sia nella Ue-27, con un valore superiore alle previsioni. E' il primo dato positivo dopo sei trimestri consecutivi in calo. Rispetto allo stesso trimestre 2012, comunque, il Pil cala dell'1,1% nell'Eurozona e dello 0,7% nella Ue.
Rehn: "La crescita resta fragile" - Numeri che sembrano indicare una inversione di tendenza, smorzata però dal commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, il quale ridimensiona l'ottimismo dicendo che si tratta soltanto di "timidi segnali di una crescita ancora fragile". Pur definendo "incoraggianti" i dati sul Pil in Europa, ricorda che sono "in linea con le previsioni di primavera" e avverte: "Nessun compiacimento. Non è giorno per autocelebrative dichiarazioni sulla fine della crisi".

"E' ancora molto lunga la strada da fare", aggiunge Rehn, secondo il quale ci sono "consistenti ostacoli da superare" prima di poter pensare che la crisi sia finita. Il vicepresidente di Bruxelles indica tali ostacoli nei dati di crescita "che restano bassi", nel fatto che "la media nasconde importanti differenze tra gli stati membri", che in "alcuni Paesi i livelli di disoccupazione sono ancora inaccettabilmente alti" e che "l'attuazione di riforme essenziali ma difficili è ancora allo stadio iniziale".

Pil: segno rosso solo in sei Paesi Ue - Sempre nel secondo trimestre di quest'anno, precisa intanto Eurostat, il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, quando era già stato registrato un aumento dello 0,3%. Nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, la crescita americana è stata dell'1,4%, numero in miglioramento rispetto a tre mesi prima, quando si era fermata all'1,3%. Bene anche il Giappone, dove il Pil sale dello 0,6%, ma frena rispetto ai tre mesi precedenti (+0,9%).

Analizzando i dati nazionali disponibili della Ue-27 (sono assenti quelli di Grecia, Irlanda, Danimarca, Lussemburgo, Malta, Slovenia), solo sei Paesi risultano ancora in calo: -0,1% in Bulgaria, Spagna e Svezia, -0,2% in Italia e Olanda, -1,4% a Cipro. In Portogallo si segnala la crescita maggiore (+1,1%). Seguono Germania, Repubblica Ceca e Finlandia (+0,7%) e Regno Unito e Lituania (+0,6%).
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