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5.3.2013

Bankitalia: "A 65% famiglie reddito non basta"

In crisi soprattutto giovani e affittuari, che seguono la "moda" anglosassone di condividere casa

foto Ansa
17:41 - Il 65% delle famiglie italiane valuta che il proprio reddito sia inferiore al necessario. E' l'allarme lanciato da Bankitalia in due studi in cui avverte che in crisi sono soprattutto giovani e affittuari. Secondo i dossier, è aumentata anche la quota di coloro che hanno un reddito insufficiente a coprire i consumi.
Difficile riuscire a risparmiare - Nel complesso dagli studi emergono "chiari segnali di difficoltà delle famiglie nel riuscire a risparmiare la quantita' di risorse desiderata: la quota di quelle che ritengono di avere effettive possibilità di risparmio si è collocata su livelli storicamente bassi, intorno al 30% dalla metà dello scorso decennio (contro il 50% degli inizi degli anni '90). E l'incremento più diffuso di coloro che nel 2010 hanno segnalato un reddito inferiore a quanto ritenuto necessario si è verificata tra i nuclei che vivono in affitto, in cui il capo-famiglia è operaio oppure disoccupato, pensionato, impiegato a tempo parziale.

I più colpiti dalla crisi -
Alcune famiglie, rileva Bankitalia, hanno risentito della crisi più di altre: in particolare, per i nuclei a basso reddito, per quelli giovani e per gli affittuari quasi tutti gli indicatori esaminati hanno registrato un peggioramento. Di conseguenza, sempre più spesso giovani professionisti seguono la "moda" inglese di condividere la casa con estranei, e lavoratori, per suddividere affitto e spese. Praticamente impossibile risparmiare. La propensione al risparmio è ulteriormente diminuita dopo il 2008 ed è aumentata la quota di famiglie con reddito insufficiente a coprire i consumi, in particolare per le famiglie a basso reddito: la metà dei nuclei appartenenti a questa classe ha entrate insufficienti a ripagare i consumi.

Redditi sempre più bassi
- L'aumento degli squilibri, osservano ancora gli economisti della Banca d'Italia, è messo in luce anche dall'incremento della concentrazione della ricchezza: tra il 2008 e il 2010 la quota di ricchezza netta posseduta dai tre quartili di reddito più bassi è diminuita a vantaggio della classe più elevata. L'esigua frazione di ricchezza detenuta dai nuclei giovani si è ridotta ulteriormente. Se si considera una misurazione della povertà, che oltre al reddito, prenda in considerazione anche la ricchezza, emerge un peggioramento di tali indicatori fra il 2008 e il 2010, in misura particolarmente accentuata tra giovani e affittuari. Nel 2010 le famiglie povere di reddito e ricchezza al netto della casa di residenza erano l'8,8%, in lieve aumento rispetto al 2008. Tra quelle giovani invece l'incidenza della povertà è aumentata di quasi tre punti fino a raggiungere il 15,2%. Per gli affittuari la percentuale è ancora maggiore, pari al 26,1%, in aumento di 3,5 punti tra le ultime due rilevazioni
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