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Economia
22.7.2012

Crisi, dossier Bankitalia: buste paga ferme
Dal 2000 al 2010 cresciute solo di 29 euro

Aumenta, tra l'altro, il divario tra Nord e Sud. Mentre il posto fisso è sempre più un miraggio: solo due assunzioni su dieci sono a tempo indeterminato

16:31 - Busta paga dei dipendenti al palo tra il 2000 e il 2010. Le retribuzioni medie reali nette sono infatti aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). E' quanto emerge dalle tabelle contenute nella relazione annuale di Bankitalia. Risultati su cui pesano, ovviamente, la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali. Cresce, tra l'altro, il divario tra Nord e Sud.
Dai dati emerge inoltre che il gap tra Centro-nord e Sud-isole non arresta la sua corsa: l'incremento è stato del 2,5% contro lo 0,7%. In termini reali al Centro-nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro; mentre nel Mezzogiorno le retribuzioni passano da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro. Rispetto alla media nazionale le retribuzioni si attestano a un +4% per i lavoratori del Centro-nord e -10,1% per quelli di Sud e isole, mentre 10 anni dopo di arriva a +4,4% e -11,3%.

I grafici mostrano anche gli effetti negativi che la crisi ha avuto sulle retribuzioni; secondo le rilevazioni condotte con cadenza biennale emerge che nel 2006 le retribuzioni medie arrivavano a 1.489 euro, due anni dopo (con l'inizio della crisi) erano scese a 1.442 euro, e nel 2010 la situazione era ulteriormente peggiorata, arrivando a 1.439 euro. La riduzione in termini reali, in quattro anni, è stata di 50 euro (-3,3%).

Da Nord a Sud
In generale la crisi ha influito sulle buste paga di tutti i lavoratori dello stivale: nel Centro-nord del paese la riduzione è stata di 46 euro (-2,9%), mentre nel Sud e isole il taglio è stato di 56 euro (-4,2%).

Differenze tra uomini e donne
Le differenze restano notevoli anche tra i due sessi; con gli uomini che sono passati da 1.539 euro a 1.586 euro (+47 euro), e le donne, che partivano da 1.220 euro e sono arrivate e 1.253 euro (+35 euro). Tra il 2008 e il 2010 le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori a tempo pieno, al netto di imposte e contributi sociali, spiega Bankitalia, sono cresciute dello 0,8% (2% per le donne). Nello stesso periodo la quota dei lavoratori a bassa retribuzione è salita di tre decimi di punto percentuale, al 9,4%. Palazzo Koch spiega che, proprio a causa dell'espansione del part-time, le retribuzioni nette medie per il totale dei lavoratori dipendenti sono diminuite dello 0,2%, riflettendo esclusivamente il calo del Mezzogiorno.

Il posto fisso ormai è miraggio
In Italia il posto fisso è sempre più un miraggio, ormai meno di due assunzioni su dieci sono a tempo indeterminato. E' quanto emerge dall'Indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre del 2012. Nel periodo luglio-settembre le assunzioni stabili previste sono appena il 19,8% su un totale di quasi 159mila.

Le stime del terzo trimestre confermano in qualche misura il dato dei tre mesi precedenti, mentre nei quattro trimestri precedenti la quota era compresa fra il 27% e il 34%.

Il calo dei posti fissi messi a disposizione dalle imprese è stato quindi forte e brusco. Basti pensare che nello stesso periodo dello scorso anno le assunzioni previste a tempo indeterminato rappresentavano il 28,3%.

Il trend in discesa viene confermato anche tenendo conto della stagionalita'. Nel bollettino sui programmi occupazionali delle imprese rilevati dall'ente guidato da Ferruccio Dardanello viene infatti evidenziato che, escludendo le assunzioni stagionali, i contratti "stabili" si attestano al 35,8%, mentre nei precedenti cinque trimestri la loro quota oscillava fra il 41% e il 43% circa. Inoltre, sottolinea l'indagine, se si rapportano "i contratti a tempo indeterminato a tutti i contratti di lavoro o di collaborazione che le imprese prevedono di stipulare nel periodo (inclusi quindi quelli 'atipici'), si scende dal 16 al 14% circa".
OkNotizie

I VOSTRI COMMENTI

Floridale - 24/07/12

la mia busta paga si è dimezzata + del doppio, sia per il potere di acquisto, e sia perchè da € 1,100.00 che prendevo nel lontano 2007 ora ne prendo 600 per riduzione di orario.
REFERENDUM SCADENZA 30 LUGLIO 2012

andate a firmare per il dimezzamento delle idennità ai parlamentari
Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261).

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hector - 23/07/12

Finchè permarranno gli sprechi vergognosi della politica e della p.a. Non ne usciremo...gli stenografi siciliani per dirne uno...comunque c'è sempre il pollo che ripiana i buchi,l'italiano onesto.....

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carmine64 - 23/07/12

caro inkpoint.....c'e' anke chi i 500 euro al mese non li guadagna! la mia azienda ha kiuso,e nn trovo nulla da 5 anni,dammi un consiglio...

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syberian - 23/07/12

Monti a Mosca dichiara che "quella che conta è l'economia reale": infatti, è quella che ha cercato in tutti i modi di mettere definitivamente in ginocchio. E pare proprio che ci stia riuscendo egregiamente.

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ClaudeMilanese - 23/07/12

Quella in corso da 2 anni è una guerra finanziaria condotta da USA e UK che hanno situazioni generali MOLTO più gravi dei Paesi Europei (tanto per dire gli USA viaggiano con un deficit dell'8% e un debito pubblico fuori controllo che ormai è di livelli "italiani" mentre gli Inglesi hanno un debito aggregato 4 volte più grande del loro PIL) fatta usando pelose connivenze fra hedge fund, banche d'affari e agenzie di rating. Speriamo i krukki si sveglino perchè ci sono cascati con tutte le scarpe!

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jolly74 - 23/07/12

stiamo arrivando alla resa dei conti di questi tempi l'anno scorso iniziarono gli attacchi speculativi ora ci risiamo nonostante monti e le sue cure all'olio di ricino, le buste paga sono sempre più vuote il baratro e sempre più vicino altro che europa unita, crescono i nazionalismi ci aspettano da qui in avanti tempi bui, si e imboccata una strada senza ritorno a meno che si cambi in fretta questo modello economico sbagliato che si ritorni a pensare in primis alle persone e non al profitto

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Karlone - 23/07/12

perchè non si può fare come Hollande in Francia ?

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inkpoint - 23/07/12

Il problema non è tanto il non avere la "sicurezza" del posto fisso. Il problema sono gli stipendi assolutamente inadeguati. Mio figlio, con un contratto a termine, guadagna 32 euro al giorno (e solo per i giorni che lavora). Tolti i costi di trasporto per raggiungere il posto di lavoro, porta a casa circa 500 euro al mese, quando và bene (e a mezzogiorno salta il pranzo per risparmiare!).
Con 500 euro scarsi al mese, quale futuro può avere??! E poi qualcuno parla di "bamboccioni"!!

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