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DirettaCanale 51

Economia
16.7.2012

Fmi: nel 2012 il Pil dell'Italia scenderà dell'1,9%
L'allarme: "Stabilità a rischio, è ora di agire"

Confermate le previsioni negative per il nostro Paese. Ritoccate al ribasso anche le stime di crescita dell'economia mondiale. Per l'area euro quest'anno prevista una contrazione dello 0,3%

foto Ansa
16:56 - Il Fondo monetario internazionale conferma le previsioni negative sull'Italia (Pil a -1,9% quest'anno e a -0,3% nel 2013), avverte che sono aumentati i rischi per la stabilità finanziaria e che quindi "è ora di agire". L'allarme è del responsabile del Dipartimento mercati dell'Fmi, José Vinals, dopo l'ulteriore taglio delle stime di crescita nell'area euro nel 2013: l'economia salirà dello 0,7%, lo 0,2% in meno rispetto alle previsioni precedenti.

Tagliate le stime di crescita dell'economia mondiale
Il Fondo Monetario Internazionale ritocca lievemente al ribasso le stime per l'economia globale nel 2012 e nel 2013. Quest'anno, secondo l'aggiornamento del World Economic Outlook, l'economia mondiale crescerà nel 2012 del 3,5% (0,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile) e nel 2013 del 3,9% (-0,2 punti percentuali).

Pil della zona euro rivisto al ribasso
Il Fmi taglia anche le stime di crescita per l'area euro nel 2013 a +0,7%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto ad aprile. Nel 2012 conferma una contrazione dello 0,3%. Fra le principali economie spicca la revisione dei dati per la Germania, con un Pil rivisto al rialzo nel 2012 dello 0,4%, quindi con una crescita dell'1%, e al ribasso nel 2013 dello 0,1%, ma comunque in crescita dell'1,4%. Male invece la Gran Bretagna per la quale il Fondo taglia dello 0,6% le stime sia nel 2012 (Pil +0,2%) che il prossimo anno (Pil+1,4%).

In lieve calo le previsioni per il Pil Usa
Leggero calo, pari allo 0,1% in entrambi gli anni, per gli Stati Uniti, con un Pil visto al +2,0% nel 2012 e +2,3% nel 2013. Fra le economie emergenti, forte ribasso (-0,7% in entrambi gli anni) per le stime sul Pil indiano, con una crescita che scende al 6,1% quest'anno e al 6,5% il prossimo. Revisione al ribasso anche per la Cina mentre stime confermate per la Russia (solo un taglio dello 0,1% nel 2013).

Fra le materie prime, spicca la revisione delle previsioni sui prezzi petroliferi visti in calo del 2,1% nel 2012 dopo un taglio delle stime pari al -12,4% e di ben il 7,5% il prossimo anno, dopo un taglio di stima pari al 3,4%.

Nella sua analisi, inoltre, il Fondo evidenzia come nel secondo trimestre "gli sviluppi sono stati peggiori" rispetto ai primi tre mesi dell'anno, con una disoccupazione che resta alta soprattutto fra i giovani nei paesi periferici dell'Eurozona.

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