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Economia
29.6.2012

Inchiesta rating, pm: "Le email sequestrate dimostrano che Standard & Poor's si sbagliò"

L'agenzia aveva bocciato le banche italiane. Fu il responsabile di S&P's a criticare il report. La replica: "L'analisi è collegiale, è normale che vi siano divergenze di opinioni"

foto Afp
19:25 - Il giorno in cui Standard & Poor's declassò l'Italia, il 13 gennaio, giudicando negativamente anche le banche, il responsabile per le stesse banche dell'agenzia, Renato Panichi, inviò una mail molto critica agli autori del report. Panichi contestò loro di aver espresso valutazioni contrarie alla realtà. La mail è stata sequestrata dal pm di Trani Michele Ruggiero, che aveva notificato ai vertici di S&P un avviso di chiusura indagini preliminari.
Il contenuto della mail sequestrata dalla procura di Trani e dalla Guardia di finanza di Bari durante l'indagine per manipolazione del mercato su Standard & Poor's, conferma - a giudizio di fonti inquirenti - l'inattendibilità dei giudizi di rating espressi da S&P sull'Italia. Questo il testo dell'atto sequestrato dal pm tranese Michele Ruggiero, scritto in inglese il 13 gennaio 2012 dal responsabile per le banche di S&P, Renato Panichi, a due dei tre analisti indagati, Eileen Zhang e Moritz Kraemer, autori assieme a Franklin Crawford Gill, del report di declassamento di due gradini del debito sovrano dell'Italia da A a BBB+ reso noto nello stesso giorno: "Ciao Eileen e Moritz. Ho provato a chiamarvi entrambi. Ho il RU dell'Italia e vedo una frase proprio all'inizio dove menzionate 'La vulnerabilità' crescente dell'Italia ai rischi di finanziamenti esterni, considerato l'elevato livello di presenza esterna nel settore finanziario e in quello del debito pubblico. Eileen, non mi hai detto questa frase ieri, e non è giusto che tu dica che c'è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitato ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all'ingrosso. Per favore rimuovi il riferimento alle banche! Grazie. Renato".

Dalla mail - sempre a giudizio di fonti vicine alle indagini - emergono anche i contrasti tra analisti al vertice della società di rating e la deliberata volontà di declassare l'Italia pur in assenza dei presupposti, come implicitamente dichiarato dagli stessi analisti il giorno stesso del declassamento. Agli atti sono allegate altre mail sequestrate. Due quelle ritenute rilevanti. Nella prima Panichi scrive a Zhang: "Ciao Eileen, per favore sappi che mi piacerebbe condividere con te qualsiasi riferimento alle banche in Italia RU, se ci sono, in modo da evitare possibili errori o disallineamenti con la visione FI di domani, sono in ufficio disposto a parlarne. Grazie. Renato".

L'altra scritta da Kraemer a Panichi: "Ciao Renato, visto che ti occupi dei titoli di Stato italiani, hai per caso ricevuto indicazioni specifiche da parte dell'ufficio compliance che ci consente di condividere il testo con te prima della sua pubblicazione? Se no, chi altro lo potrebbe ricevere al posto tuo? Buona notte, Moritz".

La replica di S&P: "Normale che vi siano divergenze"
"Le analisi alla base dei nostri rating sono condotte e discusse in maniera collegiale all'interno dell'Agenzia e la divergenza di opinioni è una naturale e salutare componente di questo processo". Lo precisa Standard&Poor's.
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