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DirettaCanale 51

Economia
6.6.2012

Confindustria: l'Italia soffre la recessione
"Bassa redditività, male la produzione"

L'allarme: "Stiamo arretrando, è a rischio la sopravvivenza di parti importanti dell'industria"

12:11 - "L'Italia soffre la recessione, un feroce credit crunch, la bassa redditività. E' l'allarme lanciato dal centro studi di Confindustria. "L'Italia arretra per produzione manifatturiera scivola da quinta a ottava scavalcata da India, Brasile e Corea Sud. E' a rischio a stessa sopravvivenza di parti importanti dell'industria", si legge in un rapporto.

Il rapporto sugli scenari industriali degli economisti di Viale dell'Astronomia è a tinte fosche e avverte: "La ricaduta in recessione mette a repentaglio l'industria italiana". Il ridimensionamento produttivo, secondo il Centro studi di Confindustria, "non è determinato dall'azione della concorrenza internazionale", ma dalla "carenza di domanda piuttosto che alla perdita di competitivita'".

"Una carenza - si legge nel rapporto - difficilmente trascurabile a fronte del netto rallentamento dei consumi interni, diventato vera e propria e prolungata contrazione durante la crisi e con prospettive di ulteriore flessione per gli effetti delle manovre di bilancio restrittive e del credit crunch".

Il nostro è un ''Paese lento'', a ''cui manca una visione di lungo periodo'', e ''manca un progetto Paese che identifichi le priorità e le linee di sviluppo'', avverte Fulvio Conti, il nuovo vicepresidente di Confindustria per il Centro Studi. ''Far ripartire la nostra economia'' - sostiene Conti - ''è una sfida che richiede di tornare a pensare in maniera strategica, puntare sugli investimenti di lungo periodo, soprattutto in infrastrutture e innovazione, e di riequilibrare il carico fiscale per favorire investimenti e una ripresa dei consumi''.

L'Italia arretra dalla quinta all'ottava posizione
Confermando una ''scalata degli emergenti'', nella classifica per produzione manifatturiera 'l'Italia, con una quota che scende dal 4,5 al 3,3% dal 2007 al 2011, passa dalla quinta all'ottava posizione, superata da India, Brasile e Corea del Sud''. In tesa resta salda la Cina (7,7 punti). Crescono India e Indonesia. Perdono quota di produzione gli Stati Uniti (-3,9 punti), Francia e Regno Unito (entrambi -0.9) Spagna (-0,7) e Canada (-0,4).

Nel complesso, la produzione della UE a 15 cala dal 27,1% al 21%.

La classifica dei Paesi produttori, indica il Centro studi di Confindustria, nel 2011 vede quindi prima la Cina che, al primo posto da un triennio, ha ''scavalcato ormai stabilmente'' gli Stati Uniti. Poi il Giappone (tra i paesi che ''reggono l'urto''), la Germania, la Corea del Sud, Brasile, India e Italia.

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