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Cgia: crolla numero partite Iva

Effetto crisi: in cinque anni -6,7%. Ma non basta: in arrivo la stangata Imu-Trise sui capannoni industriali. Fino a fino a 1,1 miliardi in più nel 2014 per gli imprenditori

- Crolla il numero delle partite Iva. Dal 2008 al giugno del 2013, secondo la Cgia, hanno cessato l'attività 400mila lavoratori indipendenti. In questi cinque anni e mezzo di crisi economica la contrazione è stata del 6,7%. Sempre nello stesso periodo di tempo, ogni 100 lavoratori autonomi, ben 7,2 hanno cessato l'attività. Al 30 giugno di quest'anno il cosiddetto popolo delle partite Iva ammontava a 5.559.000 lavoratori.

"A differenza dei lavoratori dipendenti - rileva il segretario Cgia Giuseppe Bortolussi - quando un autonomo chiude l'attività non dispone di nessuna misura di sostegno al reddito. Tranne i collaboratori a progetto che possono contare su un indennizzo una tantum, le partite Iva non usufruiscono dell'indennità di disoccupazione, di nessuna forma di cassa integrazione o di mobilita' lunga o corta".

"Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare". Una situazione di difficoltà, ricorda la Cgia, che, purtroppo, ha spinto in questi ultimi anni molti piccoli imprenditori a compiere dei gesti estremi dettati dalla disperazione. "In proporzione - prosegue Bortolussi - la crisi ha colpito in maniera più evidente il mondo delle partite Iva rispetto a quello del lavoro dipendente".

Allarme Imu-Trise - Ma sul mondo della piccola imprese aleggia un altro spettro: quello della "stangatina" Imu-Trise. - Per l'effetto combinato delle due imposte, la tassazione sugli immobili produttivi costerà alle imprese nel 2014 fino a 1,1 miliardi in più, con un incremento che sfiora il 10% (9,6%) sul 2013. A calcolarlo è la Confartigianato. Il prossimo anno quindi l'impatto dell'Imu sugli immobili strumentali, unito a quello della Trise sui rifiuti e servizi indivisibili, si attesterà a 12,8 miliardi di euro, il 51,4% rispetto al 2011.

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