Donne by tgcom24

In collaborazione con Grazia.it

Guardare negli occhi per una comunicazione efficace

Evitare... o cercare lo sguardo dell'altro

- Stai affrontando una discussione importante: istintivamente, cerchi di incontrare o distogliere lo sguardo da chi ti sta di fronte? Accade sul lavoro, ma anche nelle amicizie o in un rapporto d'amore: gli occhi di chi ci sta di fronte possono costituire una porta attraverso cui accedere a un universo altro oppure il terreno di un confronto difficile, che ci mette a disagio e rischia di allontanare dal vero senso alla base di una sana discussione. Per comunicare in modo costruttivo ed efficace, infatti, è importante essere frontali, diretti e soprattutto non temere il faccia a faccia.

Guardare negli occhi per una comunicazione efficace

Durante un esperimento psicologico è stato chiesto a 32 volontari di osservare una sequenza di immagini su uno schermo: i soggetti che hanno preso parte al test hanno riferito le emozioni di fronte alle diverse situazioni, alcune positive e altre negative. Tale reazione emotiva è stata verificata attraverso un'apparecchiatura in grado di rilevare la conduttanza cutanea ed elementi quale la sudorazione. Durante l'indagine ogni fotografia è stata preceduta da un volto; visi di uomini e donne con lo sguardo diretto verso l'osservatore, oppure rivolto altrove. Secondo i risultati esaminati dal team di ricerca i soggetti hanno dimostrato maggior facilità e precisione nel descrivere un certo stato emotivo nel caso in cui gli occhi le fotografie avessero mostrato uno sguardo diretto.

Quando qualcuno ci guarda la nostra consapevolezza aumenta, migliorando di conseguenza abilità cognitive e capacità mnemonica. Incontrare lo sguardo di un altro, dunque, mette in moto una riposta tale da coinvolgere tutti i sensi dell'essere umano: in questo senso risultati della scoperta potrebbero costituire un punto di svolta per lo studio di disturbi quali dismorfofobia, depressione, oltre che durante il processo di cura di persone la cui visione del corpo appare distorta, come accade in presenza di anoressia e bulimia. Lo sguardo dell'altro aumenta la consapevolezza interocettiva.

In questo senso l'origine della parola “confronto” ricorda che l'azione di confrontarsi con qualcuno deriva dalla propensione e apertura verso il porsi di fronte che è semplice conoscenza di affinità e differenze fra noi e chi ci circonda. Quando discutiamo, sia nel lavoro che in amore, non dovremmo fare altro che esporre il nostro punto di vita e cercare di capire quale sia la prospettiva altrui, stabilendo, infine, se è possibile definire una linea comune, o viceversa, comprendere che le necessità reciproche procedono in verso direzioni differenti. Tuttavia, sono moltissime le persone che incontrano grosse resistenze e difficoltà a sostenere lo sguardo altrui.

Prima di passare alla discussione innanzitutto è importante chiarire a se stessi il proprio punto di vista. Se sei timido prova a formulare un discorso mentalmente, come se avessi di fronte la persona alla quale dovrai parlare: una volta di fronte all'interessato esporsi sarà più facile. Ricorda che non è importante tenere a mente le parole da utilizzare, anzi, cercare di imparare a memoria un discorso ideale può portare conseguenze ancor più nefaste poiché non è possibile prevedere in anticipo cosa dirà l'altro. La questione realmente importante è cercare di spiegare a se stessi le nostre ragioni e i bisogni, ovvero il modo in cui vedi una certa situazione e, al tempo stesso, le sue possibili soluzioni. Una volta individuato come realmente la pensi, spiegarsi agli altri diventa più facile: sii chiaro, gentile, diretto.

Di frequente le discussioni terminano in modo negativo, perché non si possiede il coraggio di esprimere ciò che veramente si pensa, talvolta per non ferire gli altri o per paura delle possibili conseguenze, invece è essenziale conquistare il coraggio necessario per ammettere, soprattutto a noi stessi, la verità nuda e cruda. Riuscire a trovare un accordo negoziando le necessità reciproche è fondamentale per relazionarsi in maniera non problematica in coppia o in sede professionale, ma nel momento in cui eviti i tuoi bisogni ti consegni fra le mani dell'infelicità.

Qualsiasi discussione può portare a un esito positivo nel momento in cui conosciamo con chiarezza il nostro pensiero in merito e affrontiamo l'altro con gentilezza e altrettanta fermezza. Sostenere lo sguardo dell'altro procede esattamente in questa direzione: nel suo senso più profondo esso significa “non ho paura, ti sto affrontando”. Evita di alzare la voce, non servirà a renderti più autorevole. Viceversa, poniti di fronte all'altro in una posizione comoda e respira profondamente: ti aiuterà a essere più rilassato. Gli occhi ben aperti e in grado di seguire lo sguardo di chi ti sta di fronte in modo calmo indicano attenzione, disponibilità, presenza.

Durante una discussione evita di distogliere lo sguardo o guardarti intorno fissando particolari della stanza in cui ti trovi, o finirai per dare l'impressione che desideri fuggire. Guardare verso il pavimento oppure fissare un punto imprecisato all'orizzonte comunica difficoltà a sostenere la situazione: come è possibile negoziare i propri bisogni nel momento in cui si invia all'altro un messaggio che intende prendere le distanze da dove ci si trova? Il contatto visivo indica capacità di vicinanza ed è un conduttore primordiale di emozione: attraverso uno sguardo diretto in cui le pupille si incrociano senza paura affermi: “ci sono”. Essere presenti, senza retro pensieri, pienamente nel qui e ora è il modo migliore per affrontare una discussione serena e in grado di apportare benefici a tutti i partecipanti.

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