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"Le donne sono speciali e hanno lʼenergia per cavarsela in ogni situazione"

Generosa, sensibile e amante degli animali: Nancy Marchini, Marketing & Communication Manager di Malo, si racconta a Tgcom24

Appassionata d'arte, abile disegnatrice, ha sempre messo la famiglia al primo posto senza però voler rinunciare al suo lavoro: Nancy Marchini, Direttore Marketing e Comunicazione di Malo, azienda leader nel mondo del fashion Made in Italy, sta affrontando con straordinaria energia ed entusiasmo una nuova sfida professionale.

Nancy Marchini, Marketing & Communication Manager di Malo

Buongiorno, Nancy… Che bel nome!
Devo ammettere che piace molto anche a me. La scelta fu di mia mamma, che amava la figlia di Frank Sinatra, Nancy Sinatra appunto, cantante e attrice di grande successo negli anni sessanta. Tra l'altro, sentirsi chiamare per nome è piacevole e importante perché fa prendere coscienza di sé stessi. Ritornano i mie studi filosofici...
 
So che stai tornando a casa, quindi è un buon momento per chiacchierare.
Sì, sto rientrando da Milano. E' il periodo delle sfilate, quello più importante per la moda, la Milan Fashion Week. Per la nostra azienda si tratta di un momento cruciale e delicatissimo, tenuto conto che la gestione è cambiata proprio all'inizio di quest'anno.
 
Malo è un'azienda storica: come ci sei arrivata?
Per passione. Malo, nata nel '72, è nata come impresa familiare. La sua storia è fatta di grande artigianalità, di passione, di ricercatezza e minuziosa ricerca. Negli ultimi dieci anni però l'azienda ha vissuto momenti difficili, con il passaggio di mano tra diversi investitori, ma dalla fine dell'anno scorso la gestione è passata a un gruppo di imprenditori, tra cui mio marito, Walter Maiocchi, che ha voluto riprendere le fila di un'azienda storica di grandissimo charme e dalle enormi potenzialità. Mi è stato chiesto di dare una mano per quanto concerne il marketing e la comunicazione e ho accettato con entusiasmo. Devo dire però che da gennaio a oggi i ritmi di lavoro sono stati pazzeschi, ho lavorato tantissimo con grande entusiasmo ed energia, ma ne è valsa la pena.
 
Occuparsi di moda: affascinante per tutti, ma per le donne forse ancora di più.
Personalmente più che la moda, che è comunque un'espressione artistica, sono rimasta folgorata dalla maestria, dalla esperienza e dalla passione di chi lavora per Malo. Non sono solo maglioncini, diciamo così: si tratta di prodotti di artigianato di straordinaria eccellenza, che spesso nascono dalle mani di donne che ancora sferruzzano e ricamano a mano per realizzare i capi. Si tratta di conservare telai meccanici che hanno un tempo di calatura particolare, e forse antieconomico, ma che serve a non stressare il filato. L'idea è quella di produrre capi unici, che si differenziano per qualità e ricercatezza, dallo stile senza tempo che richiedono tempo per essere realizzati, con enorme attenzione ai punti, alla tridimensionalità, alle cartelle colori, il tutto in un mondo che oggi deve essere attento anche alla sostenibilità.
 
Stile o qualità?
Lo stile è importantissimo, ci mancherebbe. Tuttavia, Malo ha creato negli anni un rapporto di grande affezione con la sua clientela, fatto di capi dove l'artigianalità e la qualità sono le cifre distintive del nostro prodotto.
 
Riprendere in mano un'azienda: immagino sia stato un percorso molto impegnativo.
Assolutamente sì. I rilanci delle aziende richiedono grande energia e attenzione. All'inizio gli investimenti maggiori sono stati rivolti verso il prodotto; ora, a quasi un anno dall'acquisizione della Malo, ci siamo preparati per una strategia Marketing e Comunicazione di ampio respiro. Ci saranno nuove aperture di Boutique in Italia e all'estero, con una rinnovata attenzione al mercato americano e dal prossimo dicembre sarà online l'e-commerce. Puntiamo anche sulla brand awareness e su una web strategy che dia valore ai progetti, perché è importante esserci, ma esserci in modo appropriato. Stiamo per vedere un po' di luce in fondo al tunnel, ci stiamo pian piano allineando, ma l'allure di Malo deve trasparire: è l'80% del nostro marchio, tutto il resto passa in secondo piano.

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So che hai una bambina piccola: come riesci a gestire famiglia e lavoro?
Prima di tutto, voglio dire che per me i figli sono tutta la vita, sono una cosa meravigliosa, totalizzante. La gestione della mia bimba è difficile, come per tante donne che lavorano,  ma la mia fortuna è che posso lavorare anche da casa. Quando mi devo assentare, magari per trasferte su Milano o Firenze, mi organizzo con mio marito, ma cerco di arrangiarmi anche con qualche altra mamma con cui darsi il cambio in caso di necessità. Insomma, cerco di fare del mio meglio per organizzarmi tra una lavatrice e l'altra!

E' importante essere una professionista, oltre che una mamma?
Io sono una donna di casa, di quelle che amano la vita domestica e si circondano di amici a quattro zampe (ho cinque cani, di cui alcuni sottratti al canile, e sei gatti recuperati dalla strada), ma credo che occuparsi solo della casa in certi casi possa divenire totalizzante... Per me almeno, lo sarebbe. Se si mantiene anche una dimensione professionale, si è costrette a prendersi cura di sé e a non dimenticarsi di noi stesse, a rimanere in contatto con la gente. Sono una persona curiosa e amo le sfide e credo che il lavoro aiuti molto in questo. Se potessi, vorrei poter stare solo un po' più tranquilla: adesso sono sotto pressione, tra pc e telefono non stacco mai!

Come ti piacerebbe descriverti?
Sono una persona generosa, forse anche troppo. Mi emoziono, sono estremamente sensibile, ma cerco sempre l'empatia nelle persone che incontro. Sono una perfezionista, mi metto spesso in discussione, come sanno fare solo le donne; faccio fatica a trovare un equilibrio nelle cose, sono un po' funambola, ma credo fortemente nell'amore, nel rispetto e nella comprensione. Sono convinta che le donne siano speciali, che sappiano venir fuori dalle situazioni con una incredibile energia, al di là della prevaricazione e dei pregiudizi.

Il tuo capo irrinunciabile? 
Assolutamente i jeans, quelli a vita bassa anni '70 che ho ancora nell'armadio, e poi le sneakers e le magliette, che adoro.

A proposito di magliette, vuoi parlarmi un po' di “miamaglietta.com”?
Sono un po' timida e quindi faccio fatica a raccontare della mia famiglia e anche di me. Mi piace disegnare, penso che i disegni siano emozioni e così ho realizzato questo piccolo progetto. Ho studiato Filosofia mentre lavoravo nel Marketing, ma non ho mai abbandonato la mia passione per il disegno, gli animali e la natura. “La Mia Maglietta” nasce prima di tutto dalla voglia di disegnare, ma disegnare immagini che potessero raccontare qualcosa di speciale, come le emozioni, i sogni, i difetti. Un mondo prettamente femminile, ma non solo: “La Mia Maglietta” è una tela su cui imprimere qualcosa che ci fa stare bene e che ci piace indossare. Magliette certificate, assolutamente biologiche, nel rispetto dell'ambiente e in tutela dei lavoratori della catena produttiva. Ogni collezione è in numero limitato ed ogni maglietta è numerata, proprio come le litografie.

Ho capito, sei un vulcano! Dimmi se c'è qualcosa che non sai fare.
Ammetto: la cucina è un'arte che non mi appartiene. A parte i risotti, che ho imparato a fare dalla mia mamma, ai fornelli non sono il massimo!

Una frase che ti rappresenta?
Te ne regalo una di Eleanor Roosevelt: "Il futuro appartiene a color che credono nella bellezza dei propri sogni".