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JenniPie, lingerie bon-bon per i gusti più raffinati!

Jennyfer Dalla Zorza, in arte JenniPie, e il suo viaggio multisensoriale nella biancheria intima più golosa

Jennyfer Dalla Zorza, in arte JenniPie, mi viene incontro in una delle vie principali del cuore di Brera. Cerchiamo un bar dove fare colazione e conversare con tranquillità. E’ una mattina d’autunno riscaldata da un tiepido sole. Jennyfer mi propone di accomodarci all’aperto per poter godere dell’ultima luce di questa fine di ottobre milanese. E’ una ragazza radiosa, frizzante ed estroversa, ricca di storie e di pensieri da comunicare. Mentre si racconta, con entusiasmo e vitalità, le parole scorrono spedite ma sembrano quasi non tenere il passo lungo la strada veloce delle idee…e questa giovane stilista, con il suo carretto vintage che riproduce quelli dei gelatai di una volta, di passi ne ha fatti tanti, sino ad affermarsi nel mondo patinato della lingerie di alta classe con il suo marchio JenniPie: completini rétro-chic serviti come pasticceria mignon.

Cosa faceva Jennyfer prima di diventare JenniPie? Quali esperienze e quali aspetti del tuo carattere hanno influenzato il tuo cammino?
Non ho mai studiato moda! Ho iniziato il mio percorso professionale nel mondo della comunicazione, come addetta di un ufficio stampa e, in seguito, come Adv Producer. Per lavoro ho vissuto a Londra, New York, Buenos Aires…sono sempre stata una viaggiatrice, animata da una forte curiosità di esplorazione del diverso e dell’inaspettato. Amo le contaminazioni tra culture e ambiti della vita differenti. Le mie esperienze lavorative del passato mi hanno fornito importanti nozioni di marketing e di gestione di prodotti. Il mio coraggio e il mio spirito di iniziativa mi hanno portata ad imboccare con entusiasmo nuove strade, non sempre tra le più convenzionali. Affronto tutte le sfide con passione per assecondare la mia genuina curiosità di evasione.

Qual è la figura femminile che incarna l’anima delle tue collezioni?
La cultura dei nostri giorni ci propone, ormai da molti anni, un canone di donna aggressiva e provocante. L’inversione dei ruoli tra i due sessi, questa visione della donna tentatrice e spesso volgare, è però un’imposizione della società in cui viviamo e delle logiche della comunicazione commerciale. Il mio desiderio è quello di riscoprire la femminilità più autentica, che si cela nel lato più intimo e profondo di ciascuna di noi. Quella femminilità che a volte traspare dalla vivacità di uno sguardo, da una morbida gestualità o dall’improvviso arrossire. Quando creo le mie collezioni immagino una donna romantica ma con forte personalità, da sola, adagiata sul divano di casa, mentre si dipinge le unghie con lo smalto, gustando deliziosi pasticcini. I miei completi intimi mirano a riprodurre, nel contatto con la pelle, la stessa sensazione di piacere che si prova affondando le labbra in un bon-bon.

Come hai mosso i tuoi primi passi nel mondo della moda?
La mia prima collezione è nata a Buenos Aires, dove mi trovavo impegnata a lavorare come Adv Producer e ancora non conoscevo le dinamiche complesse del settore della moda. Mi occupavo però di comunicazione. L’idea di proporre una mia linea personale di biancheria intima è nata come provocazione per dare una speranza a tutte le donne, inconsapevolmente trasportate dal mondo dei mass media verso un’immagine di sé molto aggressiva. E’ stato subito un successo e mi sono ritrovata ad esporre al White di Milano. Quell’anno, per la prima volta, era stato allestito un padiglione dedicato all’intimo. Il mio stand sarebbe stato inserito tra quelli dei grandi marchi, non in una sezione per stilisti emergenti. Era la mia grande occasione, ma non avevo risorse economiche adeguate. Le grandi idee creative, tuttavia, nascono dalla necessità. Mi sono dovuta ingegnare: ho tappezzato quello spazio bianco e anonimo con della carta da parati capitonné, ho inserito la mia vasca in stile belle époque, ho quindi appeso su un filo i miei primi pezzi, come a riprodurre l’immagine del bucato steso nel proprio bagno di casa. Elio Fiorucci, soffermandosi nel mio spazio espositivo, mi disse: “Lei farà strada!”.

Come descriveresti le tue collezioni di lingerie? Quali sono gli elementi che contraddistinguono le tue creazioni?
Mi piace definirla una lingerie-pâtisserie. Completini fatti a mano con tessuti leggeri e impalpabili, in tulle o in chiffon e georgette di seta. Strizzo l’occhio allo stile morbido e sinuoso della donna anni ’50. Le mie creazioni si ispirano alla pasticceria mignon: cioccolatini, cupcakes, gelati, caramelle. I colori sono quelli più dolci, dal caffè nero all’amarena, dallo zucchero vanigliato al cioccolato fondente, dal rosa fragola al bianco crema. Il mio prodotto di punta sono le culottes pasticcino, che si presentano come romantici bon-bon con una spilla sul retro: la classica ciliegina sulla torta. Una cura particolare per il packaging; i miei capi, infatti, vengono confezionati in pirottini di carta e impacchettati in graziose scatole per gâteaux. Palato e pelle si fondono in un romantico abbraccio!

Jennyfer, tu sei stata l’apripista del marketing on the road. Com’è nata questa idea rivoluzionaria?
Era il 2009 ed ero ai miei esordi. Non avendo le disponibilità economiche necessarie per aprire un mio punto vendita, ho pensato di scendere direttamente in strada e mi sono procurata una regolare licenza da ambulante. Ho sfruttato i miei contatti nel mondo della pubblicità per allestire il carretto vintage, che si ispirava a quello storico dei gelati. La carcassa del carretto proveniva da un teatro di posa, le ruote erano quelle delle biciclette storiche di Doniselli, ho rivisitato l’ombrellino impreziosendolo con pizzi e tulle. Quanto al mio look, ho deciso di indossare due sottogonne, unite insieme ad effetto ampio, ed un corpettino vintage. A completare l’opera, un’acconciatura rétro. In occasione del White 2011, ho deciso di distinguermi dagli altri marchi, sfruttando la mia originalità: non ho quindi esposto all’interno, ma stazionavo con il mio carretto all’esterno della fiera. I flash dei fotografi si moltiplicavano, i rivenditori facevano la coda per ordinare la mia lingerie bon-bon!

So che anche le grandi aziende si sono interessate alla tua produzione. Ed oggi quali sono i tuoi progetti in corso?
In occasione del Natale 2014 ho realizzato una piccola collezione dal gusto vintage per il marchio di abbigliamento Pinko. Il 20 ottobre scorso, invece, è stata presentata la mia nuova capsule “JenniPie for Intimissimi”, dedicata alla femminilità total black e disegnata in esclusiva per Intimissimi. In poche ore, l’immagine lancio del mio prodotto, sul profilo Instagram del grande colosso dell’intimo, ha raggiunto migliaia di like! Ed ora sono pronta per nuove golose avventure…

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