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DirettaCanale 51

Lugano si veste dell'Harlem di Saul Leiter

In mostra una cinquantina di scatti a colori realizzati tra il 1948 e il 1966

    - L’Ala Est del Museo Cantonale d’Arte di Lugano accoglie fino al 20 ottobre 2013 l'esposizione "Early color" dedicata al fotografo americano Saul Leiter su curatela scientifica del noto Sam Stourdzé, grazie al sostegno di PKB Privatbank Lugano.

    L’esposizione realizzata dal Musée de l’Elysée di Losanna, che ne ha ospitato la prima tappa, presenta per la prima volta in Svizzera le straordinarie immagini di questo pioniere della fotografia a colori, trasferitosi a New York negli anni Quaranta, dove frequenta personalità come Richard Pussette-Dart e Henri Cartier-Bresson, per diventare un pittore.

    Lo è diventato: il pittore delle istantanee, dei momenti in cui apparentemente non succede nulla e non sembra esserci niente da raccontare, solo che al posto del pennello usa- con lo stesso senso della coloristica e del movimento- il diaframma della macchina fotografica.
    Il "pittore di foto" si piega infatti totalmente all'uso del colore dal 1948 e attira l’interesse di prestigiose riviste quali Esquire e Harper’s Bazaar.

    Leiter conosce quindi rapidamente il successo per il suo lavoro “commerciale” mentre la sua ricerca personale, documentata da migliaia di scatti realizzati non solo a New York ma in buona parte d' Europa, verrà riscoperta con la giusta attenzione ed il congruo plauso critico solo nel corso degli anni Novanta, attraverso numerose mostre e importanti pubblicazioni.
    Viene fuori una concezione latente dell'arte di stampo leonardiano: "osserva bene, pittore, qual è la parte più brutta del tuo corpo e concentraci i tuoi studi. Perchè, se tu sei brutale, altrettanto lo sembreranno le tue figure e non avranno spirito; e, in questa maniera, tutto quel che di buono o di cattivo possiedi in te trasparirà comunque nelle tue figure", massima che si attaglia in pieno alla leiteriana introspezione e al suo modo di trasporre nell'attimo il lato emotivo del quotidiano o quanto è già perduto da sempre o ciò che in noi da sempre è stato perduto.

    Filosofia o psicanalisi delle masse, se vogliamo, ma indagata in modo scientifico, attraverso una serie di ripetizioni di momenti "normali", quasi come si fa in un laboratorio di fisica per trovare l'equazione che spiega il ripetersi del fenomeno in oggetto.
    Leiter ci riuscì e ci riesce tuttora attraverso le sue opere immortali, sottolineando le massime del sistema anche nelle brulicanti città urbane, attraverso l'uso strumentale di strutture architettoniche, tende di negozi, insegne, vetrine, finestrini di tram o di taxi, con un taglio spesso verticale mutuato dall'interesse per la pittura e il gusto giapponese.
    Ne scaturiscono potenti conflitti, contrasti cromatici violenti, inquadrature originali, sospese tra realismo e astrazione, a spiegare la vastità della psiche umana, la sua reazione alla vita costretta nella metropoli.
    Eppure tutto è biografia, tutto nasce dal nostro punto di vista, come si capisce esplorando la cinquantina di scatti datati tra il 1948 e il 1966, tutto in lei si introduce e si sviluppa, permettendoci alla fine di poter spiegare i nostri simili, con una rispondenza al reale pungente come una sottilissima lama.

    Una delle cose che la fotografia mi ha concesso è il piacere di guardare: vedo questo mondo semplicemente ed è una fonte infinita di piacere” 
    Saul Leiter

    SAUL LEITER. EARLY COLOR

    Orari: martedì dalle 14 alle 17 e dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 17

    Ingresso: libero

    ALA EST MUSEO CANTONALE D'ARTE
    Via Canova 10,
    6900 Lugano
    CH (Svizzera)
    Tel:
    +41 91 815 79 71-  
    decs-mca@ti.ch -  Museo Cantonale d'Arte

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    TAG:
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