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La sensualità gioiosa dei corpi di Renoir in mostra alla Gam di Torino

Il capoluogo sabaudo si conferma capitale della cultura italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    - Una sessantina le opere di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), eccezionalmente prestate dal Musée d’Orsaydal Musée de l’Orangerie, presentate per la prima volta in Italia a Torino alla GAMGalleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, sono la dimostrazione di quanto una città come Torino abbia investito e creduto che la Cultura, soprattutto in questo momento di crisi, sia un elemento di forza su cui puntare. € 57.000.000 destinati solo in quest'anno, proseguendo la collaborazione, fortemente voluta dal Sindaco Piero Fassino, tra Città di Torino, Musée d’Orsay e Skira editore, che ha avuto inizio nel 2012 con la grande mostra dedicata a Degas.  

    Una mostra costata 1.350.000 di euro di cui 1.200.000 sostenuti dalla sola Skira, come ci ha detto Massimo Vitta Zelman, in cui si può seguire Pierre-Auguste Renoir  dai suoi inizi nella Parigi del1860, quando incontra Monet, Bazille, Cézanne, Degas, Pissarro e Manet, fino ai grandi nudi femminili degli ultimi anni, passando per i ritratti delle grisettes, le sartine di Montmartre, quelli dei suoi amici e familiari, oltre ai paesaggi e i fiori che celebrano la vitalità della natura, o ancora l’evocazione gioiosa e lirica dei balli e delle feste popolari.

    I grandi temi che hanno attraversato la sua opera sono testimoniati dai capolavori presenti, che nessun’altra collezione al mondo può offrire se non quella del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parig, e rivelano che Renoir fu un artista dalla continua ricerca, pronto a confrontarsi con il nuovo e al tempo stesso un impressionista che sconvolge le regole della rappresentazione e un classico che ama i valori tradizionali.

    Si respirano le opere di sperimentazione della pittura en plein air, a Fontainebleau o alla Grenouillère, realizzate a fianco dell’amico Monet, opere che però, a differenza degli altri impressionisti, termina in studio. Le opere su commissione, ritratti che gli valsero la più elevata quotazione d'epoca per un dipinto. E poi nella Parigi della bohème, quelli che si scambiano tra amici come William Sisley (1864), Frédéric Bazille (1867) e Claude Monet (1875) e i primi nudi. I ritratti, per lo più femminili e di ogni estrazione sociale. Noi adoriamo le donne di Renoir” scriveva Marcel Proust e ancora: " Delle donne passano per strada, ... sono di Renoir ", a dimostrazione che l'immago muliebris di Renoir fosse la rappresentazione a 360 gradi della donna ottocentesca.

    L'acqua, il verde e i giardini incantano i paesaggi di Renoir, meditativi ed espressione della vitalità gioiosa della natura. "L’ambiente circostante esercita su di lui un’influenza enorme – diceva il fratello Edmond Renoirsi lascia trascinare dal soggetto e soprattutto dal luogo in cui si trova.” Renoir stesso diceva di apprezzare i dipinti "che mi fanno venir voglia di passeggiarci dentro". A questo proposito una veduta di Monet in mostra di una strada sotto la neve, "Il calasse. Strada di Honfleur, sotto la neve con la fattoria Saint-Siméon", fa sentire quell'aria particolare, tersa e frizzante, e par di essere lì.

    E poi ancora i bambini ritratti da Renoir, nove in mostra, tra cui citiamo il famoso ritratto a suo figlio Pierre (collezione GAM) e Coco, in veste di clown. Ma anche bambini con in braccio gatti sornioni e gaudenti dell'abbraccio amoroso, in un fron-fron intenso, o quello della moglie con al seno Pierre.

    Si passa poi alla Parigi vitale e dei nuovi divertimenti come nel famosissimo "Il ballo al Moulin de la Galette".
    Senza fiato si resta per "L'altalena", dove dai colori intensi del giardino escono le magnifiche figure della bella fanciulla in conversare con due giovanotti e della bambina. Tocchi di colore a piccole macchie, un paradiso che poco dopo si trasformerà in tragedia, con la morte della bimba. "Sono felici, ecco le parole che vengono in mente a chiunque ammiri questo quadro affascinante. Nessuna tela mi è mai piaciuta di più", scriveva Georges Rivière, giornalista ed amico di Renoir.

    E non poteva mancare la musica con le splendide ragazze al pianoforte. Il celeberrimo le "Ragazze al piano" (1892),  è stato il primo dipinto di Renoir a entrare nelle collezioni di un museo francese. e ancora "Yvonne e Christine Lerolle al piano" (1897-1898 circa) e il ritratto dell'amico "Richard Wagner" (1882), realizzato nell'incontro a Palermo.

    Nei fiori la carnalità esplode in un inno di gioia, le sfumature dei colori sprigionano profumi. “Quando dipingo fiori sperimento audacemente tonalità e valori senza preoccuparmi di rovinare l’intera tela; non oserei fare lo stesso con una figura.

     Il nudo, una delle forme indispensabili dell'arte” , nella sezione clou, viene fuori tutto l'amore di Renoir per il Rinascimento italiano, per  Raffaello, Tiziano e il barocco Rubens. "Guardo un nudo e ci vedo miriadi di piccole tinte. Ho bisogno di scoprire quelle che faranno vivere e vibrare la carne sulla tela". Cinque tele in mostra e una unica scultura. La carnalità dei corpi è sensuale e colorata, ma non erotica, in un paesaggio senza tempo.

    Questo passaggio si condensa nell'ultima opera "Le bagnanti" (1918-1919), in un paesaggio paradisiaco degli dei, che chiude la mostra ed è anche il testamento di Renoir, dipinto nel giardino a Cagnes-sur-Mer, nel Sud della Francia, dove si spegnerà. “Ecco quello che voglio dipingere”.

    Il percorso della mostra si dipana in nove sale:

    1 - L'età della bohème - Ritratti reciproci a Parigi negli anni sessanta dell'Ottocento
    2 - "Noi adoriamo le donne di Renoir" (Marcel Proust)
    3 - Il "mestiere del paesagista" (Pierre Auguste Renoir)
    4 - La scoperta dell'infanzia
    5 - La “fortunata ricerca della dimensione moderna” (Émile Zola)
    6 - A proposito delle Ragazze al piano
    7 - “Bello come un dipinto di fiori” (Pierre Auguste Renoir)
    8 - Il nudo,“una delle forme indispensabili dell'arte” (Pierre Auguste Renoir)
    9 - Il testamento delle Bagnanti

    In mostra sono esposti anche gli strumenti di lavoro dell’artista: tavolozza, scatola di colori, pennelli, inseparabili attrezzi. 
    RENOIR
    Dalle collezioni del Musée d'Orsay e dell'Orangerie

    dal 23 ottobre 2013 al 23 febbraio 2014
    Informazioni: Infoline: 011.0881178 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00)

    www.mostrarenoir.it

    Orario: mar, mer, ven, sab, dom 10-19.30; gio 10-22.30, chiuso il lunedì

    Biglietto: solo mostra € 12 intero, € 9 ridotto; mostra e collezioni € 15 intero, € 11 ridotto

     Catalogo: SKIRA

    GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
    Via Magenta 31
    Torino


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