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Ars attack, il bluff del contemporaneo

Il pamphlet di Angelo Crespi presentato alla Triennale di Milano

- Presentato alla Triennale di Milano il pamphlet di Angelo Crespi. L'arte contemporanea è escatologica. "L'opera d'arte non esiste più, esiste l'artista. E dunque più l'artista è bravo a imporre il proprio marchio tanto più venderà la propria merce."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Sulla scia di una consolidata scuola di pen­siero che va da Robert Hughes a Jean Clair, Angelo Crespi scrive un pamphlet che si pone come un manuale di so­pravvivenza in una giungla sempre più intri­cata. Una scialuppa di salvataggio immaginata per chiun­que senta di aver perso la bussola, per chi naviga controcorrente e crede ancora nell’Arte, quella vera.
    Dissacrazione, non-sense, divertimento inutile, sembrano le nuove categorie dell’escatologica arte contemporanea, in cui solo il mercato definisce il valore di un’opera e ogni giudizio estetico è bandito. Cosa sono mai le categorie del Bello? Che senso ha parlare diEtica e di Estetica? La Ricerca, quella sì, ma nelle discariche. Così fan tutti: "épater le bourgeois!"

    La dimensione innanzitutto! Animali impagliati appesi al muro o conservati in formaldeide, calzini sporchi, palloni gonfiabili, enormi escrementi in travertino, teschi diamantati, focomeliche nude incinte dalla pelle color vomito, sculture di sangue in teche frigorifere, crocifissi immersi nell’urina, vagine semi-nuove e poi sassi gettati per terra. Performance autolesioniste e giganti figure umane mutilate e sezionate, suore lascive e fellatio ai raggi x. Ci si riempie la bocca!

    Oggi niente ha più senso se non il marchio di fabbrica dell’artista, mentre i musei del contemporaneo, brutti come il MAXXI, sono scheletri di cemento senza contenuti, però pensati e "progettati" da archistar dalle parcelle astronomiche, certificano i prezzi di questi nuovi “titoli spazzatura”. 
    Nessun problema se questa nuova arte non aspi­rasse al paragone con l’arte della Tradizione, a confrontarsi con i grandi del passato. Un’arte per la quale bisognerebbe forse trovare un nuovo nomecome suggerisce Crespi: sgunz, affondando la lama dell'osservatore disincantato e competente nel marcio dell'attuale sistema: critici, che non esistono più, trasformati in curators; galleristi o fittacamere, giovani e vecchi artisti di fama, tutti al tempo stesso vittime e fautori di un meccanismo che non fa altro che perpetuare se stesso in un immane "vomitorium".

    Titolo: Ars attack. Il bluff del contemporaneo
    Autore: Angelo Crespi
    Editore:  Johan & Levi 
    Pagine: 104
    Brossurato
    ISBN: 886010114X
    ISBN-13: 9788860101143