Il buon paese

Malvasia delle Lipari, il vino baciato da Eolo

26 Set 2016 - 17:08

Zona di produzione e storia
Un'antica leggenda narra che Eolo, il dio greco del vento, avesse scelto come dimora un gruppo di isolette vulcaniche poco distanti dalle coste siciliane che proprio a lui devono il nome di Eolie. Quelle sette isolette (Stromboli, Salina, Panarea,Vulcano,Filicudi, Alicudi e Lipari) oggi compongono l'arcipelago detto delle Lipari o Eolie e appartengono alla provincia di Messina. Le Lipari rappresentano una tra le più ambite mete turistiche in terra sicula per gli straordinari paesaggi naturali, profumati dalla macchia mediterranea e colorati dagli affascinanti fenomeni vulcanici. Proprio in queste isole i Greci piantarono per la prima volta i vitigni di Malvasia che rappresenta ancora uno dei simboli della straordinaria tradizione gastronomica siciliana. Da una cultivar di queste uve (chiamata appunto Malvasia delle Lipari) nacque l'omonimo vino dal sapore dolce e vellutato che chiunque ha scelto almeno una volta nella vita come coronamento di una splendida cena e che vede le sue origini nelle isole Eolie, in quelle terre ventose dove era sovrano il dio Eolo.

Caratteristiche organolettiche e abbinamenti
Il colore della Malvasia delle Lipari varia dal giallo all'ambrato passando per il dorato e ha un profumo ricco di sentori dolci di albicocca e miele, ma allo stesso tempo freschi di eucalipto. Il sapore è dolce aromatico e diventa più intenso e alcolico nella versione di passito liquoroso. Per godere di tutti gli aromi che la Malvasia regala, è consigliabile degustarlo ad una temperatura di 10 °C e accompagnarlo con confettura di frutta come la cotognata, biscotti secchi soprattutto alla mandorla o nel periodo natalizio vicino ad una fetta di buon panettone artigianale.

La produzione
La fama del vino Malvasia risiede indiscutibilmente nelle eccellenti qualità organolettiche del prodotto che a loro volta devono un grande merito alla combinazione di clima, posizione e morfologia delle terre in cui nasce. I vigneti di Malvasia sono distribuiti soprattutto nelle tre isole di Salina, Lipari e Vulcano e sono per la maggior parte piantati su terreni che si estendono dal livello del mare fino ai 400 m di altezza. Proprio in queste zone caratterizzate da elevata pendenza, i vigneti sono coltivati su dei terrazzamenti sorretti a muretti di pietra lavica a secco che, oltre ad avere la funzione pratica di mantenimento del terreno e controllo delle acque superficiali, rendono il paesaggio unico al mondo. I suoli su cui sono piantati i vigneti sono di origine vulcanica e sabbiosa, contengono quindi la perfetta quantità di magnesio, potassio e fosforo che conferisce al vino il giusto apporto di dolcezza e acidità. La natura fa il suo gioco ma è ovviamente la mano dell'uomo che contribuisce a un sapore straordinario: l'affinamento del vino previsto è di sette mesi per il passito e sei per il liquoroso e quello normale.

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