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Tangenti su Grandi opere, 4 arresti: illeciti anche su Palazzo Italia Expo

In manette Ercole Incalza, dirigente del ministero dei Lavori Pubblici. Tra i 51 indagati numerosi politici. E spunta il nome del figlio del ministro dei Trasporti Lupi, che però dice: "Mai chiesto favori per lui"

- Quattro persone, e 51 sono indagate, sono state arrestate tra Roma e Milano nell'inchiesta della Procura di Firenze sulla gestione illecita degli appalti delle Grandi opere. Gli arrestati sono l'ex super-dirigente del ministero dei Lavori Pubblici Ercole Incalza, il suo collaboratore Sandro Pacella e gli imprenditori Francesco Cavallo e Stefano Perotti, che procurò alcuni incarichi di lavoro a Luca Lupi, figlio del ministro dei Trasporti.

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di Massimo Canino

Per gli inquirenti si tratta di "un articolato sistema corruttivo". Secondo l'accusa sarebbe stato proprio Incalza, definito "potentissimo dirigente" del ministero dei Lavori Pubblici, dove è rimasto per 14 anni, attraversando sette governi fino all'attuale, il principale artefice del "sistema corruttivo". Sarebbe stato lui, in particolare, in qualità di 'dominus' della Struttura tecnica di missione del ministero dei Lavori pubblici, ad organizzare l'illecita gestione degli appalti delle Grandi opere, con il diretto contributo di Perotti, cui veniva spesso affidata la direzione dei lavori degli appalti incriminati.

Lupi: "Mai chiesto favori per mio figlio" - "Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato". E' quanto ha dichiarato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi in una nota, precisando che il figlio lavora a New York dai primi di marzo.

Politici tra gli indagati - Riguardo agli altri due arrestati, Pacella è un funzionario del ministero, stretto collaboratore di Incalza, così come gravitava nell'ambito del dicastero anche Cavallo, presidente del Cda di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato. Tra gli indagati ci sarebbero anche dei politici, anche se non si tratterebbe di figure "di primissimo piano".

L'inchiesta partita da Firenze - Nel mirino dell'organizzazione c'erano tutte le principali Grandi opere, in particolare gli appalti relativi alla Tav e alcuni riguardanti l'Expo, ma non solo. Le indagini, coordinate dalla procura di Firenze, sarebbero partite dagli appalti per l'Alta velocità nel nodo fiorentino e per il sotto-attraversamento della città. Da lì poi l'inchiesta si è allargata a tutte le più importanti tratte dell'Alta velocità del centro-nord Italia e agli altri appalti.

Perquisizioni in Rfi e Anas International - Eseguite decine di perquisizioni nei domicili degli indagati e negli uffici di diverse società, tra cui Rfi e Anas international Enterprise. In primo piano nell'indagine, i rapporti tra il manager dei lavori pubblici Ercole Incalza e l'imprenditore Stefano Perotti cui sarebbero state affidate nel tempo la progettazione e la direzione dei lavori di diverse grandi opere in ambito autostradale e ferroviario, dietro compenso.

Illeciti su Palazzo Italia Expo - Dall'indagine è emerso come l'ingegner Stefano Perotti abbia influito illecitamente sulla aggiudicazione dei lavori di realizzazione del cosiddetto Palazzo Italia Expo. "Il Gip non ha ritenuto che sussistessero gli elementi di gravità per contestare l'associazione per delinquere e l'ha rigettata", ha spiegato il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo.

Indagato anche l'ex manager di Expo Acerbo - Tra gli indagati, spunta anche il nome di Antonio Acerbo, l'ex manager di Expo già arrestato a ottobre nel filone d'inchiesta milanese sulla cupola degli appalti. E' accusato di turbativa d'asta per aver pilotato la gara per il Palazzo Italia dell'Expo.

Costi delle opere lievitavano anche del 40% - "Questo tipo di direzione dei lavori consentiva modifiche, con opere che lievitavano anche del 40 per cento". E' quanto ha sottolineato il comandante dei Ros Mario Parente. "Il totale degli appalti affidati a società legate a Perotti è di 25 milioni di euro", ha aggiunto il procuratore di Firenze Creazzo.

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