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16.4.2013

Mafia, strage di Capaci: otto arresti

Operazione della Dia, effettuate anche numerose perquisizioni. Gli inquirenti: "Squarciato il velo anche su personaggi mai sfiorati dalle inchieste"

foto LaPresse
11:40 - La Direzione investigativa antimafia (Dia) ha eseguito otto provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal gip di Caltanissetta nell'ambito delle indagini sulla strage di Capaci. Effettuate anche numerose perquisizioni. Secondo gli inquirenti è stato "squarciato il velo d'ombra nel quale erano rimasti alcuni personaggi, mai prima d'ora sfiorati dalle inchieste sull'eccidio".
Nell'attentato del 23 maggio 1992 sull'autostrada verso Palermo furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. L'inchiesta della Dda, che si è basata anche sulle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, ricostruisce i tasselli mancanti relativi alle fasi deliberativa, preparatoria ed esecutiva della strage di Capaci.

Tra gli arrestati il boss Madonia - Tra le persone raggiunte da ordine di custodia cautelare c'è anche il capomafia Salvo Madonia, già detenuto al carcere duro. Sono detenute anche le altre sette persone: tra queste Cosimo D'Amato, un pescatore di Santa Flavia (Palermo), finito in manette nel novembre scorso su ordine dei pm di Firenze che indagano sulle stragi mafiose del '93. Secondo gli inquirenti, avrebbe fornito l'esplosivo utilizzato per gli attentati di Roma, Firenze e Milano. I pm nisseni gli contestano di avere procurato alle cosche anche il tritolo usato per l'eccidio di Capaci. D'Amato avrebbe recuperato l'esplosivo da residuati bellici che erano in mare.

Gli altri arrestati sono Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino e Lorenzo Tinnirello, tutti in carcere già da tempo, con condanne pesanti per reati di mafia ed omicidio.

Nessun mandante esterno - ''Da questa indagine non emerge la partecipazione alla strage di Capaci di soggetti esterni a Cosa nostra. La mafia non prende ordini e dall'inchiesta non vengono fuori mandanti esterni''. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari commentando l'operazione della Dia che ha portato all'arresto di 8 persone coinvolte nell'attentato a Giovanni Falcone. - ''Possono esserci soggetti che hanno stretto alleanze con Cosa nostra - ha aggiunto il procuratore di Caltanissetta - ed alcune presenze inquietanti sono emerse nell'inchiesta sull'eccidio di Via D' Amelio: ma in questa indagine non posso parlare di mandanti esterni''.
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