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16.1.2013

Trattativa Stato-mafia, le intercettazioni
del presidente Napolitano verranno distrutte

Depositata la sentenza della Consulta. Il procuratore Messineo: "Rispetteremo il dispositivo"

12:31 - Il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, conferma che le intercettazioni riguardanti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, saranno distrutte. "E' ovvio - ha detto commentando la sentenza della Corte costituzionale depositata martedì - che daremo esecuzione alla sentenza della Consulta nei termini enunciati dal dispositivo e invieremo al gip la richiesta di distruzione".
L'inutilizzabilita' delle intercettazioni del Capo dello Stato "può connettersi anche a ragioni di ordine sostanziale, espressive di un'esigenza di tutela 'rafforzata' di determinati colloqui in funzione di salvaguardia di valori e diritti di rilievo costituzionale". Lo scrive la Consulta nella sentenza depositata oggi. 

"Non credo che la sentenza della Corte Costituzionale comporti un rischio per l'equilibrio dei poteri dello Stato" ha spiegato il procuratore Messineo, commentando le parole di Antonio Ingroia dopo il deposito della sentenza della Consulta.

La Consulta si era pronunciata a dicembre sul conflitto di attribuzione tra la Procura di Palermo ed il Quirinale stabilendo che non spettava ai pm siciliani il compito di valutare la rilevanza delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche di Napolitano, registrate nell'ambito del procedimento sulla trattativa Stato-mafia. La Procura avrebbe dunque dovuto chiedere al giudice l'immediata distruzione dei documenti. 


 

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