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Si dimettono i revisori dei conti a Torino, Appendino: "Sempre collaborato"

La decisione, dice il Collegio in una nota, arriva in seguito alle continue frizioni con lʼamministrazione pentastellata. "Abbiamo ricevuto pressioni"

"Siamo sorpresi delle dichiarazioni dei revisori dei conti. La giunta e l'ente che rappresento hanno sempre offerto la massima collaborazione". Questa la replica della sindaca di Torino, Chiara Appendino, alle affermazioni dell'organo di controllo che, nel rassegnare le dimissioni, parla di "assenza di collaborazione dell'Ente" e di "pressioni ricevute". "Prendiamo atto delle dimissioni", aggiunge la prima cittadina.

"Comunicazioni difficoltose" - "I noti accadimenti degli ultimi mesi - si legge nella nota riguardante le dimissioni - hanno generato difficoltà nello scambio delle comunicazioni e ostacoli nell'attività di ritardo tra la struttura organizzativa dell'ente e il Collegio e tra quest'ultimo e il Consiglio comunale". 

In una comunicazione inviata alla Appendino e al presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci, i revisori Herri Fenoglio, Maria Maddalena De Finis e Nadia Rosso sottolineano anche che "l'assenza di collaborazione con il Collegio dei revisori e le pressioni ricevute sono state fonte anche di disagi operativi e di incomprensioni".

Il caso Ream- area ex Westinghouse - Le dimissioni arrivano al culmine di una serie di frizioni tra il Collegio stesso e l'amministrazione, scaturite dalla vicenda Ream-area ex Westinghouse. La Ream (fondazione Crt) aveva versato nel 2012 una caparra di 5 milioni per acquisire l'area (dove sorgerà un centro congressi), ma se l'aggiudicò però l'anno successivo il gruppo Amteco-Maiora per 19,7 milioni. Il debito per la restituzione della caparra nei confronti della Ream non fu però saldato né iscritto a bilancio. Il Comune di Torino si accordò poi con la fondazione Crt per il pagamento nel 2018. Dopo un esposto delle opposizioni, sulla vicenda la Procura di Torino sta indagando a proposito delle responsabilità della Appendino (per falso in atto pubblico) e sull'assessore comunale al Bilancio Sergio Rolando.

A novembre il Collegio aveva ribadito al Comune che il debito di 5 milioni della Città di Torino verso Ream doveva essere riconosciuto e finanziato nel bilancio 2017 "a prescindere dall'effettivo versamento dilazionato concesso per il 2018".

Il debito fuori bilancio di 5 milioni di euro nei conti del Comune era già stato certificato a fine aprile dai revisori, nell'integrazione alla loro relazione sul bilancio, al quale in un primo tempo avevano dato parere "favorevole" ma "con riserva".

I revisori avevano poi bocciato il bilancio previsionale 2017-2019 del Comune, dando "parere non favorevole" al documento contabile approvato dalla giunta perché, "sebbene le variazioni proposte lascino invariati gli equilibri di bilancio, di per sè le stesse non attuano e non adempiono ai contenuti previsti nelle riserve e nelle prescrizioni dei pareri espressi" dallo stesso collegio. In quell'occasione i revisori avevano di nuovo sollevato la questione del debito Ream e l'inserimento non corretto nel 2017 di un debito residuo di 313 milioni (ereditato da un passivo di 336 milioni del bilancio 2015 da ripianare in 30 anni con rate da 11,2 milioni).

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