FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Taranto, asilo politico negato: 22enne del Gambia si suicida "per la vergogna" | Viminale: "Suo iter non definito"

Lʼassociazione Babele raccoglie donazioni online "per riuscire a riportare la sua salma nel villaggio in cui viveva". La precisazione da fonti del ministero dellʼInterno

Taranto, asilo politico negato: 22enne del Gambia si suicida "per la vergogna" | Viminale: "Suo iter non definito"

Un 22enne originario del Gambia, Amodou Jawo, si è tolto la vita "dopo aver ricevuto un diniego" alla sua richiesta di asilo politico. Lo ha denunciato l'associazione Babele spiegando che il giovane, che non poteva rimanere in Italia, desiderava tornare in Africa ma "si vergognava per il proprio fallimento" e per questo ha scelto di uccidersi. L'associazione ha lanciato una raccolta fondi per finanziare il trasporto della salma in Gambia. Le precisazione da fonti del Viminale: "Ricorso asilo non definito, il suo permesso era valido fino a marzo 2019".

Due giorni fa il ragazzo ha deciso di farla finita e a nulla sono serviti i tentativi di soccorso da parte del 118. L'associazione sta raccogliendo donazioni con appelli diffusi anche tramite i social network "per riuscire a riportare la sua salma nel villaggio del Gambia in cui viveva".

"Servono in pochi giorni - viene spiegato - circa 5mila euro per pagare l'agenzia funebre che si occupa dello spostamento". Il 22enne era stato prima in una struttura di accoglienza nel leccese e poi si era trasferito a Castellaneta Marina. Alcuni giorni fa gli era scaduto il permesso di soggiorno.

Fonti del Viminale: "Ricorso asilo non definito"Il ventiduenne gambiano aveva un permesso di soggiorno con scadenza a marzo 2019, ricostruiscono fonti del Viminale. Viveva con alcuni connazionali. In Italia aveva chiesto lo status di rifugiato: era stato respinto il 7 dicembre 2016. Il ragazzo aveva poi fatto ricorso. Il 12 ottobre il giudice si era riservato la decisione. I carabinieri, intervenuti sul luogo del suicidio, hanno raccolto le dichiarazioni dei suoi compagni che hanno imputato il gesto a uno stato depressivo. Secondo gli inquirenti - affermano le stesse fonti - il giovane aveva anche manifestato l'intenzione di tornare in Gambia, usufruendo dei rimpatri assistiti.