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Caso Piovanelli, parla uno dei ragazzi dopo 10 anni di carcere: "Non sono mai stato nella cascina né ho visto il corpo"

A "Quarto Grado" lʼintervista a uno dei tre condannati per lʼomicidio della quindicenne in provincia di Brescia

Sono le 10:43 del 4 ottobre 2002. Dopo la confessione di Nicola Bertocchi, i carabinieri entrano a Cascina Ermengarda a Leno (Brescia), una costruzione di mattoni rossi nascosta tra alberi e frasche. Qui Desirée Piovanelli ha trascorso i suoi ultimi momenti di vita, prima di essere uccisa a coltellate mentre tentava di fuggire dai suoi aguzzini. "Quarto Grado" mostra in esclusiva il video registrato all'epoca dalla scientifica, sottolineando le zone d'ombra di quell'orribile giorno. Non è ancora chiaro chi sia l'omicida, poiché sia Giovanni Erra sia Nico - uno dei tre ragazzi, oggi liberi dopo aver scontato le rispettive pene - giurano di essere innocenti.

"Io in quella cascina non ci sono mai stato, né ho mai visto il corpo di Desirèè", dichiara uno dei tre giovani intervistato in esclusiva. "Non so se all'epoca sia stato commesso un errore nelle indagini, ma già il fatto che io non fossi presente significa che c'era qualcun altro al posto mio. Dicono che ho fatto un sacco di cose ma non sono mai state trovate prove a riguardo. Sono sempre stato dell'opinione che se sbaglio, devo chiederti scusa, ma se non ho sbagliato allora perché devo chiederlo? Sono anni che penso di cercare giustizia per ciò che mi è stato fatto, ma non ho intenzione di muovermi per poi eventualmente perdere: se farò qualcosa, sarà quando avrò la certezza di vincere. Altrimenti significherebbe perdere il lavoro e quei pochi amici che mi sono fatto negli anni tra mille sacrifici".

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