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Macerata, trovato in un sacchetto di plastica un feto di cinque mesi

Il macabro ritrovamento su una panchina ad opera di due 15enni che hanno poi dato lʼallarme. Sarebbero estranee allʼaborto, che sarebbe stato provocato per via farmacologica

Macerata, trovato in un sacchetto di plastica un feto di cinque mesi

Il feto di una bambina di 4-5 mesi è stato trovato in un sacchetto di plastica a Civitanova Marche (Macerata). A notare il corpicino senza vita due ragazze di 15anni: ascoltate dalla polizia, sarebbero estranee all'accaduto. In corso le indagini per tentare di scoprire l'identità della madre. Secondo il medico legale la piccola sarebbe il frutto di un aborto illegale indotto farmacologicamente.

Il corpo era stato messo in un sacchetto di carta infilato in un sacco di plastica, in via Dalmazia. Lo ha confermato la Questura di Macerata, che con il commissariato civitanovese conduce le indagini.

Il sacchetto trovato su una panchina - Una delle due ragazzine di 15 anni sentite in queste ore in commissariato avrebbe detto di aver notato il sacco appoggiato su una panchina della frazione in cui vive. Uscita da scuola - ha riferito - il sacco era ancora lì. Lei allora lo avrebbe preso, portato a casa, e poi avrebbe chiamato l'amica della stessa età proponendole di andare insieme a Civitanova per aprirlo e vedere cosa conteneva, immaginando un regalo di Natale dimenticato da qualcuno. Alla vista del contenuto sarebbe scoppiata in lacrime.

La versione del ritrovamento casuale fornita delle 15enni è risultata credibile dagli inquirenti: "Al momento nella vicenda non ci sono persone indagate", chiarisce la questura.

Il medico legale: qualcuno ha aiutato la madre - La bimba, nata a circa 5 mesi di gestazione, ha la pelle chiara, e si pensa possa essere figlia di una donna asiatica o latinoamericana. E' venuta al mondo viva, ma è deceduta subito dopo il parto, avvenuto senza traumi né uso di mezzi chirurgici: è dunque probabile che si sia trattato di un aborto illegale provocato per via farmacologica. Probabilmente la madre è stata assistita da una persona esperta, quelle che una volta si chiamavano "mammane"; lo fanno pensare il cordone ombelicale reciso con delle forbici e non con mezzi di fortuna, e le condizioni del feto, lavato bene e pulito prima di essere infilato in un sacchetto di carta e quindi nella busta di plastica di una boutique.

Quartiere sotto shock - Via Dalmazia è una strada centrale di Civitanova, nella zona del Ponte della Castellara. Nei pressi ci sono negozi e altre attività commerciali. Sotto shock l'intero quartiere: curiosi e passanti vengono tenuti lontani dal luogo del rinvenimento, dove sono intervenuti anche carabinieri e vigili urbani. A coordinare le indagini, tentando di risalire a chi si è disfatto del piccolo, sarà la procura della Repubblica di Macerata.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Macerata Claudio Rastrelli, vanno avanti. Si raccolgono testimonianze, si acquisiscono i filmati di alcune telecamere di sorveglianza posizionate nella zona ma anche in altre località della provincia. Le ricerche riguardano anche gli ospedali e le strutture sanitarie, nel caso la madre sia ricorsa alle cure dei medici. La bimba era di carnagione chiara.

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