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Monza, Salvini esulta per 11 arresti: il pm chiede il silenzio stampa

"Lʼanticipata pubblicazione della notizia espone a rischio il buon esito della stessa", fanno sapere dalla procura

Monza, Salvini esulta per 11 arresti: il pm chiede il silenzio stampa

Il procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti chiede il silenzio stampa per l'operazione di polizia che avrebbe portato a 11 arresti a Varedo. Si tratta del blitz anticipato, con evidente soddisfazione, da Matteo Salvini. Le 11 persone coinvolte sono accusate di tentato omicidio, spaccio di droga, porto e detenzione di armi. Il procuratore ha detto che "l'anticipo della notizia mette a rischio il buon esito dell'operazione".

Prima con Prato, poi con Monza, al ministro è successa la stessa cosa del 19 dicembre quando il procuratore di Torino Armando Spataro si trovò sui siti la notizia di una serie di arresti di cittadini stranieri mentre l'operazione era appena iniziata. Esattamente come nella città toscana e in quella lombarda e, in entrambi i casi, le procure non hanno accolto benissimo l'uscita del ministro.

Questo anche perché a Prato, dove tra l'altro lo stesso Salvini, in qualità di leader della Lega, terrà un comizio per sostenere il candidato del centrodestra Daniele Spada ai ballottaggi di domenica, i carabinieri fin dall'alba erano impegnati nell'esecuzione di 10 misure cautelari ma sono riusciti a eseguirne solo tre. Lo stesso a Monza, dove il procuratore Luisa Zanetti ha chiesto proprio il "silenzio stampa" dopo l'annuncio del ministro di 11 arresti.

Il procuratore di Prato, Giuseppe Nicolosi, non è riuscito a nascondere la sua "irritazione" per l'interferenza del responsabile del Viminale. Di certo "non ha gradito" quanto successo e non sono stati contenti neppure i carabinieri. Militari e magistrati pratesi dicono chiaramente di non sapere chi abbia fornito informazioni al ministro. A dicembre il procuratore capo di Torino Spataro si era augurato che il ministro, per il futuro, evitasse "comunicazioni simili" o voglia, aveva aggiunto "quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso".

Sia in Toscana sia a Monza, procure e carabinieri si augurano di poter completare l'operazione ma certo l'anticipazione delle notizie su le stesse non rende le cose più facili.

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