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Milano, spari in tribunale: 3 morti Preso il killer: "Volevo vendicarmi"

Ad aprire il fuoco all'interno del palazzo di Giustizia è stato Claudio Giardiello, imputato per bancarotta: ha introdotto l'arma passando, grazie a un tesserino falso, dal varco riservato agli avvocati

Sono tre le vittime della sparatoria in tribunale a Milano: il giudice Fernando Ciampi, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e Giorgio Erba, coimputato e socio del killer. Ad aprire il fuoco è stato Claudio Giardiello, imputato per bancarotta, che è riuscito a introdurre la pistola passando, grazie a un tesserino falso, da un accesso riservato agli avvocati. Il killer ha poi tentato la fuga in moto ma è stato arrestato a Vimercate.

Milano, spari in tribunale: 3 morti
Preso il killer: "Volevo vendicarmi"

Giardiello torna in caserma

Claudio Giardiello è stato dimesso dall'ospedale ed è stato scortato nuovamente in caserma a Vimercate (Monza). Il 57enne era stato colto da malore poco dopo l' arresto, all'interno della compagnia dei carabinieri. Trasportato in ospedale in ambulanza, è stato tenuto in osservazione e sottoposto alla prova stub per i residui di polvere da sparo da parte del Nucleo Scientifica dei carabinieri. In seguito sarà portato nel carcere di Monza.

Uno dei feriti è il nipote del killer

Davide Limongelli, la persona rimasta ferita nella sparatoria, è nipote di Claudio Giardiello. Da quanto si è saputo, Giardiello in passato aveva litigato pesantemente con il nipote per la gestione della Immobiliare Magenta, di cui il killer deteneva la quota di maggioranza e che poi è fallita nel 2008.

Giardiello voleva uccidere il socio D'Anzuoni

Dopo aver ucciso tre persone in tribunale a Milano, Claudio Giardiello era diretto a Carvico (Bergamo), secondo gli investigatori, per uccidere Massimo D'Anzuoni, suo socio di minoranza in una società e coinvolto nel processo di oggi per fallimento fraudolento e alla cui udienza non si era presentato.

Avvocato Erba: "Vergognoso ingresso armi"

"Da cittadino e da avvocato dico che è vergognoso che un uomo armato sia potuto entrare nel tribunale di Milano". Lo ha detto l'avvocato Luca Secco, legale di Giorgio Erba, una delle vittime della sparatoria avvenuta stamani al palazzo di Giustizia. "E' stata un'azione molto violenta e determinata che ci ha lasciati sbigottiti", ha spiegato il legale.

Ex moglie di Giardiello: "Mai pensato così disperato"

"Mai avrei pensato che fosse così disperato, sono scioccata, non immaginavo che potesse fare una cosa simile". Lo ha detto Anna Siena, ex moglie di Claudio Giardiello. "Ora devo pensare soprattutto ai miei figli - ha aggiunto la donna - sono loro che devo proteggere dalle conseguenze piu' drammatiche".

Legale: Giardiello non risponde a magistrati

"Claudio Giardiello si è avvalso della facoltà di non rispondere" durante l'interrogatorio di garanzia che si è svolto nel pronto soccorso dell'ospedale di Vimercate. Lo ha detto il suo legale, l'avvocato Nadia Savoca, uscendo dall'ospedale. "Adesso è sotto shock e sedato", ha aggiunto.

Tribunale Milano, Giardiello ripreso da telecamera

Claudio Giardiello sarebbe stato ripreso da una telecamera mentre entrava a Palazzo di Giustizia a Milano esibendo agli addetti alla sicurezza un documento. Lo ha spiegato il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati durante un'assemblea dell'Anm a Milano. "Evidentemente - ha aggiunto - si trattava di un tesserino di riconoscimento".

I CC: "Voleva uccidere un'altra persona"

Al momento dell'arresto, Claudio Giardiello "non sembrava molto agitato": a dirlo è il generale dei carabinieri Maurizio Stefanizzi. E ai militari che l'hanno ascoltato a caldo "ha detto che si stava recando a uccidere un'ulteriore persona che riteneva compartecipe della sua bancarotta, del fallimento della sua azienda".

Giardiello: "Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato"

'Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato': sono state queste, secondo quanto apprende l'Ansa, le prime parole dette da Claudio Giardiello subito dopo essere stato catturato dai carabinieri che lo hanno intercettato a bordo del suo scooter vicino ad un centro commerciale di Vimercate (Monza).

"Fredda premeditazione di Giardiello"

Claudio Giardiello "ha agito con fredda premeditazione". A dirlo, in conferenza stampa al Palazzo di Giustizia di Milano, è il procuratore di Brescia Tommaso Bonanno, ricostruendo le fasi dell'aggressione. Il giudice Ciampi, ha spiegato, è stato raggiunto da "un colpo alla scapola e un altro in zona inguinale". Dopo aver sparato all'avvocato e al coimputato, Giardiello "si è allontanato dall'aula di udienza e scendendo dal terzo al secondo piano ha incontrato Stefano Verna, il commercialista che era stato interessato alle indagini, e lo ha colpito alle gambe. Poi si è diretto nello studio di Ciampi che aveva chiamato una collaboratrice e ha esploso due colpi di arma da fuoco".

Procuratore Brescia: killer ha esploso 13 colpi

Claudio Giardiello ha esploso 13 colpi di arma da fuoco ed era dotato di due caricatori di proiettili calibro 7.65. Lo ha detto il procuratore di Brescia Tommaso Bonanno in una conferenza stampa.

Alfano: killer pronto a uccidere a Vimercate

"Il killer di Milano era pronto ad uccidere altre persone a Vimercate". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in una conferenza stampa.

Bilancio definitivo della sparatoria: tre morti e due feriti

Sono tre le vittime della sparatoria in tribunale a Milano: l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, il giudice Fernando Ciampi e Giorgio Erba, coimputato e socio del killer. Due le persone ferite: una è ricoverata in condizioni serie all'ospedale Niguarda mentre un avvocato è stato colpito da colpi di arma da fuoco ad una gamba e non è grave.

Giardiello entrato con un tesserino falso

Giardiello sarebbe entrato in Tribunale mostrando un falso tesserino da un ingresso laterale del Palazzo, transitando dalla porta riservata all'accesso di magistrati, avvocati e cronisti. E' quanto ha riferito il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati.

Il giudice ucciso con due colpi

Il giudice Fernando Ciampi è stato ucciso con 2 colpi di pistola da Claudio Giardiello. Lo ha riferito il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, che ha spiegato come Ciampi, prima di essere ucciso nella sua stanza, abbia cercato di proteggere anche una sua collaboratrice.

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