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Botti di Capodanno, gravi un uomo a Milano e una donna a Benevento

A Caserta due uomini feriti da colpi dʼarma da fuoco. Nessuna vittima per il sesto anno consecutivo, ma cresce il numero dei feriti

Botti di Capodanno, gravi un uomo a Milano e una donna a Benevento

Un giovane ustionato, ricoverato in prognosi riservata a Milano e una donna in gravi condizioni a Benevento. Sono i due casi più gravi dopo la notte di festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno, in cui si sono contati 658 interventi dei vigili del fuoco. Nessun morto, mentre i feriti sono in leggero aumento rispetto al 2017: 216 contro i 212, secondo il bilancio della polizia.

Ustionato a Milano - Un giovane di 23 anni è rimasto gravemente ustionato nell'hinterland milanese durante lo scoppio di un petardo. Sottoposto a un intervento chirurgico, è ricoverato in prognosi riservata al Niguarda dopo l'amputazione dell'avambraccio. Il 23enne stava maneggiando un petardo di grandi dimensioni utilizzando, secondo i carabinieri, un sistema non convenzionale con un grosso tubo di plastica, forse per usarlo come mortaio. L'avambraccio sinistro è rimasto dilaniato, il giovane ha perso alcune dita dell'altra mano e riportato ustioni agli occhi e al volto.

Benevento, grave una donna - Una donna di 36 anni è ricoverata in condizioni molto gravi all'ospedale Rummo di Benevento dopo essere stata colpita dalla scheggia di un grosso ordigno esploso all'esterno della struttura dove stava festeggiando l'arrivo del nuovo anno, a Sant'Agata dei Goti.

Napoli, 12enne perde tre dita per l'esplosione di un petardo - Un ragazzino di 12 anni ha perso tre dita della mano sinistra e ha riportato una ferita lacero contusa alla gamba sinistra dopo che un petardo che aveva raccolto da terra ed acceso gli è esploso tra le mani. E' accaduto a Marano (Napoli). E' stato notato sanguinante da un passante che lo ha trasportato all'ospedale di Giugliano. E' stato necessario un lungo intervento in sala operatoria. Sul fatto indagano i carabinieri.

Caserta, due feriti per colpi d'arma da fuoco - Due persone sono rimaste ferite nel Casertano per colpi d'arma da fuoco. A Capua erano in corso festeggiamenti nel rione Iacp, dove qualche inquilino ha salutato l'anno nuovo con botti e spari. Un uomo ha riportato una ferita a un polpaccio, forse per un proiettile di striscio, l'altro a una gamba.

Cuneo, spray urticante al concertone di Pratonevoso - Spray al peperoncino è stato spruzzato al concertone di Capodanno a Pratonevoso (Cuneo), dove c'erano circa 15mila persone. Una dozzina gli intossicati, tutti medicati sul posto. Tra di loro anche una bambina.

La polizia: 216 i feriti - Per il sesto anno di fila i botti di fine anno non hanno provocato vittime, ma il numero dei feriti è salito da 212 a 216, 44 dei quali ricoverati, secondo la polizia di Stato. I feriti lievi, con prognosi inferiore o uguale ai 40 giorni, sono 203. Quelli più gravi, con prognosi superiore ai 40 giorni, sono 13 a fronte dei 9 dell'anno scorso. Scende il numero dei minorenni feriti, con 41 casi contro i 50 di un anno fa. Rispetto al 2016 e al 2017, quando i feriti furono rispettivamente 190 e 184, c'è stato un aumento, ma le cifre sono comunque molto più contenute rispetto a sei anni fa, quanto oltre a due morti si contarono 622 feriti, 29 dei quali con prognosi superiore a 40 giorni (i feriti furono 361 nel 2014 e 253 nel 2015).

Aumentano gli arresti: 45 rispetto ai 30 dello scorso anno. Scende il numero dei denunciati: 200 rispetto a 242. I sequestri hanno riguardato, tra le altre cose, 579 strumenti lanciarazzi, 56 armi comuni da sparo, 76.101 munizioni, 7.229 kg di polvere da sparo, 349.386 parti di articoli pirotecnici di varia natura. Oltre mille le strutture controllate tra fabbriche, depositi e esercizi commerciali, 46 delle quali sanzionate.

Vigili del fuoco, 658 interventi - In tutta la notte i vigili del fuoco hanno effettuato 658 interventi, parecchi in più rispetto al 2017, quando furono 519. Anche quest'anno il numero maggiore di operazioni in Lazio (171 contro 114 l'anno scorso). Seguono la Lombardia con 88, la Campania con 86, l'Emilia Romagna con 76 e la Toscana con 52.

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