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25.8.2012

Dopo le polemiche, "licenziato" Vallanzasca
La titolare del negozio chiede lo stop al progetto

Il "Bel Renè" non lavorerà più come magazziniere nella ditta di Sarnico. Il ministro Cancellieri: "Forse è sfuggito qualcosa, c'era un problema di sensibilità locale che andava rispettato"

20:16 - Renato Vallanzasca non lavorerà più nel negozio di Sarnico dove stava svolgendo attività di magazziniere in regime di semilibertà. Come raccontato dall'"Eco di Bergamo", dopo le polemiche sollevate, la titolare della ditta ha inviato un fax al carcere di Bollate, chiedendo di interrompere il progetto.
Tanto tuonò che piovve. Il polverone scatenatosi dopo la notizia che l'ex "boss della Comasina" stava lavorando nelle stesse zone dove negli anni 70 fece un colpo con la sua band uccidendo due agenti della Stradale, ha reso impossibile sopportare la situazione creatasi. "Mi scuso con Sarnico per tutto questo cancan - ha detto la titolare del negozio, Maria Fiore Testa, al quotidiano bergamasco -. Per rispetto della sua gente, ho preso la mia decisione: venerdì ho inviato un fax al carcere di Bollate, chiedendo di interrompere il progetto. Da sabato Renato non verrà più nel negozio di Sarnico".

Da quando era uscita la notizia il negozio, a due passi dal municipio della cittadina, era stato preso d'assalto dai giornalisti e dai curiosi. La titolare del negozio ha voluto sottolineare il suo "grazie al sindaco, alle forze dell'ordine, in particolare il maresciallo Santo Mirabile che da quando si è alzato tutto questo clamore mi è sempre stato accanto. A loro e a tutti voglio dire che ho accolto il progetto per puro spirito di volontariato".

"Mi assumo le mie responsabilità e mi scuso"
Parlando a Tgcom24, la donna ha ribadito: "Mi assumo le mie responsabilità, sia per averlo fatto venire, sia per aver cessato questo rapporto di lavoro". "Questo - ha spiegato - soprattutto perché, legati a questa comunità, ci sono fatti importanti, come la sparatoria di Dalmine, che è rimasta nei cuori e nella memoria di tutti. Mi scuso per questo, ma anche perché le famiglie, giustamente, dicono che avrei potuto assumere uno dei loro ragazzi, disoccupati, piuttosto che Renato Vallanzasca, ma io ho aderito ad un progetto positivo di reintegro del ministero della Giustizia”.

"Vallanzasca è stato un buon dipendente"
"Quando, al momento di firmare le carte, ho visto il nome di Renato Vallanzasca - continua la donna - il primo pensiero è stato ‘lo faccio o non lo faccio?’, perché tutti sanno chi è Renato Vallanzasca. Lì per lì non ho pensato che ci sarebbe stato tutto questo cancan e tutto questo caos. C'è stato qualcuno che mi ha anche offesa, ma non importa, accetto le diverse opinioni. Adesso chiedo scusa e dico, ok, torniamo alla normalità e alla nostra vita. Nei confronti di Vallanzasca, però, non ho nulla da recriminare, è stato un buon dipendente". Alla domanda se accetterebbe o meno di ripetere l'esperienza con un altro carcerato, Maria Fiore Testa ha concluso: “Farei un'analisi molto più profonda, ma lo rifarei senz'altro. Tutti hanno diritto ad essere aiutati e, sempre nello spirito del volontariato, lo rifarei".

Cancellieri: "Forse è sfuggito qualcosa"
"C'era un problema di sensibilità locale che era giusto rispettare". Così il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, commenta la scelta del titolare del negozio di Sarnico. Il ministro non nasconde i dubbi sulla scelta di mandare l'uomo proprio a Sarnico. "Magari è il provvedimento migliore che ci sia - ha detto - è assolutamente corretto. Le scelte sono legittime, ma forse è sfuggito qualcosa. C'era un problema di opportunità e di sensibilità locale - ha concluso - che era giusto rispettare".
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