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Caso Raggi, la difesa: "Corretta la procedura di nomina, va assolta"

I legali del sindaco: "Non è un processo con prove dirette ma indiziario". Di Maio: "Non vogliamo cambiare il codice etico". Sul blog M5s: "In caso di condanna fateci votare, no a dimissioni immediate"

Caso Raggi, la difesa: "Corretta la procedura di nomina, va assolta"

La difesa del sindaco di Roma Virginia Raggi ha chiesto "l'assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste". L'avvocato Pierfrancesco Bruno, uno dei tre legali del collegio difensivo, spiega infatti che "la procedura di nomina seguita dal sindaco è stata perfetta e senza alcuna illegittimità". Attesa oggi la sentenza sulla Raggi, accusata di falso per la nomina di Renato Marra in Campidoglio.

"Non è un processo con prove dirette ma un processo indiziario", ha spiegato Bruno nel corso del suo intervento davanti al giudice monocratico.

In merito alla richiesta dell'Anac sulla nomina del fratello dell'allora capo del personale, il difensore ha detto che quel "quesito sembra fatto apposta per confondere il destinatario, che era la responsabile dell'anticorruzione del Campidoglio. Sarebbe dovuto essere restituito con il timbro 'Non capisco'".

La difesa, inoltre, respinge totalmente l'impostazione della procura sul ruolo di Raffaele Marra nella nomina del fratello. "E' mera illazione e non giustifica il riconoscimento di una responsabilità penale", conclude il penalista.

Di Maio: "Nessuna volontà di cambiare il codice etico" - Il codice etico "si è sempre applicato nel M5s. Ho sentito anche di quello che si dice in questo momento, che si sta provando a modificare il codice, ma non c'è nessuna volontà di fare alcuna cosa del genere. E' una questione di coerenza". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio escludendo modifiche al codice etico del M5s in relazione al processo che vede imputato il sindaco di Roma.

Post sul blog M5s: "In caso di condanna fateci votare" - In caso di condanna "le dimissioni di Virginia devono essere messe al voto, non si può accettare che se condannata si dimetta". Così in uno dei commenti a un recente post sul blog dei Cinque Stelle, Fabio da Venezia. Diverse le reazioni che vanno in questa direzione. "Nell'eventualità fosse condannata, sul nostro Blog voteremmo 'no' alle sue dimissioni. Virginia non si tocca", promette Antonio. "Gli iscritti su questo devono essere chiamati al voto di Rousseau e loro deve essere la parola decisiva su questa procedura", afferma anche Paolo da Roma.

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