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14.6.2013

Roma, arrestato l'ex prefetto La Motta

In manette nell'inchiesta sui Fondi del Viminale. E' accusato di peculato e falsità ideologica

foto Ansa
13:34 - L'ex prefetto Francesco La Motta è stato arrestato su ordine della Procura di Roma in merito al filone capitolino dell'inchiesta sulla gestione dei Fondi del Viminale. Agli arresti anche il banchiere Klaus Beherend, Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino.L'inchiesta riguarda la sparizione di dieci milioni di euro dalle casse del Viminale: i soldi, stando a quanto emerso, sarebbero stati investiti in una finanziaria svizzera e poi svaniti nel nulla.
Le accuse - Gli arrestati sono accusati di peculato e falsità ideologica nell'inchiesta condotta dal pm Paolo Ielo. La parte romana dell'indagine, nata alcuni mesi fa a Napoli, riguarda un investimento in Svizzera di dieci milioni di euro del Fec (Fondo Edifici di Culto), di cui La Motta era l'ex responsabile, affidato, secondo chi indaga, a Zullino, broker di Lugano e collaboratore di Tartaglia, a sua volta parente di La Motta. Per quanto riguarda la posizione del banchiere Beherend, secondo i Ros e i carabinieri di Napoli che stanno svolgendo le indagini, è lui l'uomo che avrebbe redatto i piani di investimento dei Fondi in collegamento con Tartaglia.

Tra gli indagati anche dirigente del Viminale - C'è anche il nome di Rosa Maria Frisari, della "Direzione centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali" del Viminale, nel registro degli indagati dalla Procura di Roma nell'indagine sulla gestione dei fondi del ministero degli Interni. Alla donna viene contestato il reato di peculato.

La Motta indagato anche a Napoli -
Il prefetto Francesco La Motta è indagato anche in un'inchiesta parallela condotta dalla Direzione antimafia della Procura di Napoli. L'indagine, svolta dal procuratore aggiunto Melillo e dai pm Ardituro e Del Gaudio, riguarda in particolare l'attività di riciclaggio del clan Polverino, una potente organizzazione camorristica attiva nell'hinterland settentrionale di Napoli.

Nei guai dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti - Nel corso dell'inchiesta, nelle scorse settimane è stata eseguita un'ordinanza di custodia nei confronti di Eduardo Tartaglia, produttore cinematografico e promotore finanziario, cugino di La Motta. A Napoli La Motta risulta indagato per associazione per delinquere e rivelazione di segreto di ufficio, sulla base di dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Secondo un pentito, avrebbe offerto coperture a imprenditori e fornito informazioni sulle indagini in corso, nonché tentato di ostacolare le inchieste "silurando" un magistrato della Procura.

Gip: "Inverosimile che nessuno sapesse" - Per il gip che ha ordinato l'arresto dell'ex prefetto La Motta, è "del tutto probabile che vi siano state collusioni con altri pubblici ufficiali" del Fondo edifici di culto del Viminale. Secondo il magistrato è infatti "del tutto inverosimile che nessuno si sia accorto di nulla per svariati anni". Soprattutto perché "le modalità dell'azione criminosa sono rivelatrici di una indole criminale mantenutasi inalterata negli anni".
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