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La Regione Veneto "festeggia" i 150 anni del Plebiscito con un libro anti-Italia

Si intitola "1866, La Grande Truffa", ed è stato distribuito nelle biblioteche con fondi pubblici

La Regione Veneto "festeggia" i 150 anni del Plebiscito con un libro anti-Italia

Il Plebiscito del 1866 è una "truffa". A sostenerlo è la Regione Veneto, che ha deciso di distribuire nelle biblioteche il saggio 1866, La Grande Truffa, con fondi pubblici, per commemorare - o per meglio dire "festeggiare" -  il Centocinquantenario dell'annessione all'Italia, quello che permise ad alcune terre perse dall'Impero austriaco in seguito alla terza guerra di indipendenza di entrare a far parte del Regno d'Italia. Le polemiche non sono tardate ad arrivare.

Il titolo del libro, uscito nel 1999 e scritto da Ettore Beggiato, per anni deputato della Lega, parla chiaro: il Plebiscito che nel 1866 ha sancito l'annessione del Veneto all'Italia, è una "truffa". Ad avvalorare la tesi, il fatto che in quelle due giornate di ottobre furono pochissimi a recarsi alle urne (641.758 su due milioni e mezzo di abitanti), e la maggior parte dei voti andarono a favore dell'Unità. Un pensiero del tutto ostile, dunque, che poco si addice a una commemorazione. Un'inizativa nata con l'intento di provocare volutamente l'opinione pubblica.

Le risposte sono arrivate in primis dagli storici del Risorgimento, che hanno bocciato la tesi sostenuta dal saggio. Secondo Mario Isneghi, ad esempio, "rispetto allo status quo vigente, il Plebiscito era così rivoluzionario che i difetti, in quella sorta di grande festa collettiva e happening politico, passano in secondo piano". L'aspetto più importante, poi, fu "il principio, del tutto innovativo, di far votare la gente". Credibilità storica del saggio a parte, poi, si è polemizzato sulla modalità di diffusione dell'iniziativa: perché pagare le copie fruibili nelle biblioteche con i fondi della Regione? Il dibattito si fa sempre più acceso.

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