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Ironia in chat su una dirigente: la scuola punisce una mamma espellendo la figlia dallʼasilo

Il caso sfocia in una battaglia legale: lʼistituto milanese chiede un risarcimento danni e la famiglia denuncia "comportamenti ritorsivi ingiustificati contro una minore"

Ironia in chat su una dirigente: la scuola punisce una mamma espellendo la figlia dall'asilo

La prudenza, soprattutto se si scrive in una chat con tanti componenti, non è mai troppa. Figurarsi se si tratta del gruppo dei genitori della scuola. E infatti, un messaggio sbagliato è costato caro da una mamma che, senza pensare troppo alle conseguenze, ha inviato un commento su una dirigente della scuola. Il tema della discussione era un “flirt segreto” della coordinatrice e la mamma in questione aveva chiosato: “Ma dai, chi vuoi che se la pigli”.

La frase ironica, come scrive il Corriere della Sera, è stata prontamente riferita alla diretta interessata che ha reagito espellendo dall’istituto, una scuola dell’infanzia paritaria nel centro di Milano, la figlia di quattro anni della colpevole e depennando il fratellino di due anni dai futuri iscritti.

A questo punto, la mamma incauta riceve una raccomandata da parte dell'avvocato dell’istituto: “La scuola”, si legge nella lettera, “sospende l’erogazione di ogni servizio. Vorrete quindi evitare di portare la minore in classe, onde evitare ogni disagio”. E ancora: “A seguito dei gravissimi fatti avvenuti nell’ambito della chat istituzionale dei genitori, l’ente si riserva azioni per tutelare l’onorabilità e l’immagine della coordinatrice”.

Gli avvocati della famiglia invece contestano un “comportamento ritorsivo e ingiustificato” nei confronti della bambina che “è anche stata allontanata dai compagni durante l’orario di lezione e messa in disparte fuori dalla classe con tutti i suoi effetti personali, cosa che ne ha destato il disorientamento”. I legali dell’istituto ribattono con una richiesta danni.

Il caso passa dalle mani degli avvocati e arriva fino in Parlamento dove il deputato leghista Daniele Belotti chiede chiarimenti all’istituto scolastico regionale per “trattamento ritorsivo spropositato”. Nella lettera Belotti scrive: “La direzione, per un commento sarcastico in una chat di mamme, ha reagito in modo sproporzionato e non pertinente a danno non dell’autrice del commento, bensì di un soggetto minore, per di più a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico”. Il politico chiede infine che vengano presi provvedimenti a tutela della bambina.

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