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30.11.2011

Favorì i clan della 'ndrangheta, finisce
in manette un giudice di Reggio Calabria

In carcere anche un consigliere regionale e un avvocato milanese. Dieci gli arresti della Dda. E da una intercettazione telefonica registrata dagli inquirenti spunta anche l'ombra del Vaticano

foto Ansa
11:07 - Una decina di provvedimenti cautelari, tra cui spicca l'arresto del giudice del Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Vincenzo Giglio, sono stati eseguiti nell'ambito di una vasta operazione della Dda di Milano contro la 'ndrangheta. Giglio è accusato di corruzione e di favoreggiamento personale di un esponente del clan Lampada. In manette anche il consigliere regionale Pdl Francesco Morelli e l'avvocato milanese Vincenzo Minasi.
Il consigiere della Regione Calabria finito in carcere, che era stato eletto nella lista "Pdl-Berlusconi per Scopelliti", rappresenterebbe l'anello di collegamento tra i clan e gli ambienti politici nazionali. Nel Consiglio regionale Morelli è presidente della Commissione consiliare, Bilancio e programmazione economica.

Il giudice finito agli arresti è il presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. Tra le altre accuse per lui, c'è anche quella della rivelazione del segreto d'ufficio con l'aggravante di aver agevolato le attività della 'ndrangheta.

Le accuse al giudice
Giglio, 51 anni, nella sua veste di presidente della sezione "Misure di prevenzione" del Tribunale di Reggio Calabria viene accusato dalla Dda milanese di aver "agevolato" la 'ndrangheta. Per il magistrato, finito in carcere in base all'ordinanza del gip di Milano Giuseppe Gennari, il prezzo della corruzione nei suoi confronti sarebbe stato quello di favorire, tra le altre cose, la carriera della moglie. La moglie del magistrato è infatti stata dirigente provinciale ed è poi diventata commissario straordinario della Asl di Vibo Valentia.

Il gip di Palmi corrotto con viaggi ed escort
Risulta indagato nella stessa inchiesta per corruzione in atti giudiziari il gip di Palmi, Giancarlo Giusti, che sarebbe stato corrotto con alcuni viaggi nel Nord Italia e con alcune escort da Giulio Giuseppe Lampada, finito invece in carcere per associazione mafiosa e altri reati. Sarebbe stato proprio Lampada a pagare una ventina di viaggi al giudice nel Nord Italia, il quale poi avrebbe intrattenuto anche rapporti con alcune escort, in un hotel milanese in zona San Siro. Sempre stando a quanto si e' saputo, il consigliere regionale calabrese del Pdl Giuseppe Morelli, finito in carcere, avrebbe anche lui acquisito notizie riservate rivolgendosi al magistrato Giglio, il quale gli avrebbe mandato anche un fax per tranquillizzarlo sul fatto che non ci fossero indagini penali a suo carico.

Gli altri arresti dell'operazione
In arresto nella vasta operazione è finito anche il maresciallo capo della Guardia di Finanza, Luigi Mongelli, con l'accusa di corruzione, e in corso sono le perquisizioni che riguardano Giancarlo Giusti, giudice in servizio all Tribunale di Palmi, che risulta indagato in atti giudiziari. Sono poi finiti in carcere Raffaele Ferminio per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni, e un medico di Reggio Calabria, Vincenzo Giglio, per concorso esterno in associazione mafiosa. Dalle indagini è emerso che Giglio, cugino del magistrato di Reggio Calabria, avrebbe appoggiato la campagna elettorale di Leonardo Valle, anche lui arrestato per associazione mafiosa, che si era candidato in un Comune dell'hinterland milanese, senza poi essere eletto. In carcere è finito poi, per corruzione e intestazione fittizia di beni, Francesco Lampada, già detenuto per associazione mafiosa, concorso in usura e intestazione fittizia di beni.

Arrestato anche Giulio Giuseppe Lampada, per associazione mafiosa, corruzione, concorso in rivelazione di segreti d'ufficio, intestazione fittizia di beni, mentre all'avvocato Minasi vengono contestate le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione di segreti d'ufficio, intestazione fittizia di beni, reati aggravati dalla finalità di favorire l'associazione mafiosa. L'avvocato avrebbe in particolare raccolto una serie di notizie riservate su alcune indagini che riguardavano il clan Valle.

L'ordinanza in carcere riguarda poi Leonardo Valle per associazione mafiosa, corruzione e intestazione fittizia di beni. Ai domiciliari Maria Valle, moglie di Francesco Lampada, arrestata per corruzione. I provvedimenti di arresto sono stati firmati dal gip Giuseppe Gennari.

La polizia nella sede del Consiglio regionale
Agenti della polizia di Stato sono arrivati a Palazzo Campanella, nella sede del Consiglio regionale della Calabria, dove hanno perquisito gli uffici del consigliere Morelli, arrestato la scorsa notte su richiesta della Dda di Milano.

L'inchiesta è stata condotta dal procuratore aggiunto milanese Ilda Boccassini e dei sostituti procuratori Paolo Storari e Alessandra Dolci. La Dda di Milano e il gip milanese Gennari hanno individuato la competenza territoriale della magistratura milanese per queste indagini perché il reato al centro dell'inchiesta è quello di associazione mafiosa che riguarda il clan Valle, reato che attira anche gli altri reati "satellite".

Gip: mani del clan anche in Vaticano
"Si allungano le mani della famiglia mafiosa anche in Vaticano..." dove Giulio Lampada, uno degli arrestati di oggi nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano "otterrà di battezzare suo figlio". Lo scrive il gip Giuseppe Gennari nella sua ordinanza di custodia in carcere. Il 9 novembre 2009, riporta il gip, Lampada al telefono informa Minasi "che il giorno precedente è stato nominato Cavaliere di San Silvestro dal Vaticano, con nomina del monsignore Tarcisio Bertone".

"A una festa presente anche Alemanno"
"Che Alemanno, così come è, non avesse idea alcuna di chi fossero in realtà i Lampada conta poco o nulla. Quello che conta è che il gruppo mafioso riesca ad accedere a determinate relazioni personali di favore alle quali mai avrebbe potuto avvicinarsi non beneficiando della rete di compiacenze". Lo scrive il gip Giuseppe Gennari nell'ordinanza di arresto per dieci presunti appartenenti alla 'ndrangheta a proposito di una serata "evidentemente organizzata da Giulio Lampada" alla quale avevano partecipato noti esponenti politici tra i quali Gianni Alemanno, già ministro dell'Agricoltura e poi sindaco di Roma.

"Ipotesi di talpe al tribunale di Catanzaro"
E' possibile che al Tribunale di Catanzaro ci sia quanto meno una 'talpa' che passava informazioni a Vincenzo Giglio, il giudice arrestato oggi nell'ambito di un'operazione sulla 'ndrangheta, informazioni che quest'ultimo riferiva poi alla famiglia Valle-Lampada. E' solo un'ipotesi, ma è quanto scrive il gip di Milano Giuseppe Gennari nell'ordinanza con la quale oggi ha disposto l'arresto di 10 persone.
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