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21.9.2010

Omicidio Napoli, c'è un fermo

E' un giovane che fa tatuaggi

Svolta nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Teresa Buonocore, la donna di 51 anni uccisa lunedì a Napoli. C'è il fermo di un uomo e la posizione di altre tre persone è al vaglio degli investigatori. Il fermato sarebbe Alberto A., 26 anni, un tatuatore di Portici, con un precedente per detenzione illegale di armi. Era stato arrestato nel 2008 perché la polizia aveva trovato nella sua bottega un revolver e decine di munizioni di vario calibro.

Per quella vicenda, il giovane ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione.

Sarebbe lui uno dei due giovani che si sono presentati al commissariato di San Giovanni a Teduccio per denunciare il falso furto del ciclomotore usato per l'agguato. Secondo quanto si è appreso, Alberto A. conosceva Patrizia Nicolino, la moglie di Enrico Perillo, l'uomo condannato a 15 anni per violenze
sulla figlia della Buonocore.

La svolta nelle indagini è avvenuta dopo che al commissariato di polizia di San Giovanni a Teduccio è stata sporta denuncia di furto di un ciclomotore. Gli agenti hanno accertato che si tratta di una falsa denuncia e che il dueruote è stato utilizzato per commettere l'omicidio di Buonocore.

Comune di Portici dona borse di studio alle figlie 
Intanto, la giunta comunale di Portici (Napoli) guidata dal sindaco Vincenzo Cuomo ha approvato una delibera d'urgenza per assicurare una borsa di studio alle due figlie della donna. Le due ragazzine minorenni saranno seguite con un programma di assistenza continua predisposto dall'amministrazione.

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