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28.6.2010

Rubano a Gardaland:arrestati minori

Figli di imprenditori e professionisti

Otto minorenni, fra cui cinque figli di noti imprenditori e professionisti milanesi, sono stati arrestati per furto dai carabinieri a Gardaland per aver rubato una ventina di zaini a loro coetanei all'interno del grande parco divertimenti. I cinque ragazzi, evidentemente delusi e annoiati, hanno pensato di provare qualcosa di più forte: rubare degli zaini, così come avevano fatto alcuni loro amici, reduci da un raid la settimana precedente.
I giovani ladri milanesi, tutti tra i 16 e i 17 anni e di ottima famiglia, dopo aver scelto attentamente le loro vittime, aspettavano che salissero sui giochi lasciando incustoditi gli zaini ed entravano in azione. I carabinieri, in borghese, si sono messi sulle loro tracce e dopo alcuni appostamenti e pedinamenti li hanno bloccati, recuperando tutti gli zaini da cui i ladruncoli non avevano asportato né soldi, né cellulari: alcuni non li avevano neanche aperti. Volevano solo provare il 'brivido' del furto, tanto che - hanno raccontato ai carabinieri - li avrebbero poi abbandonati fuori dal parco.

Gli zaini sono stati riconsegnati tutti ai legittimi proprietari, rintracciati attraverso i cellulari, compreso un ragazzino di 14 anni che, avvilito dalla perdita del suo primo telefonino ricevuto in regalo per la promozione, quando ha incrociato in caserma uno dei ladruncoli ha tentato di aggredirlo per sfogare la rabbia.

I giovani non si sono spaventati molto davanti ai carabinieri. "Cercavo uno schizzo di adrenalina" si è giustificato uno di loro con i militari di Peschiera del Garda (Verona). Un atteggiamento quasi da bulli, è stato rilevato da un carabiniere, di chi forse sa di avere le spalle coperte.

La baby gang non avrebbe agito per denaro ma per battere quella noia che nemmeno la scossa adrenalinica del Blu Tornado era stata in grado di garantire. "Mio padre mi ha dato 400 euro per venire a Gardaland - ha spiegato un altro ragazzo - non ho bisogno dei soldi degli altri".

Da quanto si è appreso nessuno genitore si è recato nella caserma dei carabinieri che hanno completato l'operazione, a sostegno dei figli ma più in generale ci sarebbe stata una malcelata reazione negativa all'operato dei militari. "Non era il caso di fare un polverone per qualche zaino - avrebbe riferito al telefono un padre - è stata una ragazzata e come tale andava presa".
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