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8/10/2009

Cure ayurvediche, medico indagato

Bimbo morì, pm: "Omicidio volontario"

Colpo di scena al processo che vede imputato, a Bologna, un medico di 52 anni. La Procura, nell'udienza preliminare, ha trasformato da omicidio colposo a omicidio volontario l'accusa nei confronti del professionista, che avrebbe fatto sospendere - ma lui ha sempre negato - la terapia medica tradizionale cui era sottoposto un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica per curarlo con la medicina ayurvedica: il piccolo dopo alcuni mesi morì.

E' forse il primo caso, o comunque tra i primi, in cui per la morte di un paziente un medico viene accusato di omicidio volontario. La modifica del capo di imputazione fatta all'udienza dal Pm Francesco Caleca (l'inchiesta era stata condotta dalla collega Antonella Scandellari) ha reso necessario un rinvio al 10 dicembre.

Nel rivalutare il capo di imputazione sono state rilette le testimonianze di altri pazienti, con patologie meno gravi, a cui il medico aveva sospeso le terapie tradizionali. Secondo la nuova accusa il medico, sospendendo la terapia tradizionale, ha accettato il rischio che si potesse verificare l'evento morte. 

Il dottore prese in cura il piccolo, che viveva a Cavalese (Trento) con i genitori e due sorelline e che è morto nel giugno 2006 in una località della provincia di Teramo, dopo che la famiglia si era temporaneamente trasferita al mare per vedere se le condizioni del bambino miglioravano. Quando emerse la vicenda, il medico si era difeso respingendo ogni accusa, chiarendo che non fu lui a suggerire di interrompere la terapia e sottolineando come la malattia del piccolo, accertata con diagnosi neonatale, fosse ormai in uno stadio avanzato.

La fibrosi cistica è una grave malattia genetica caratterizzata da infezioni polmonari ricorrenti, insufficienza pancreatica, stati di malnutrizione, cirrosi epatica, ostruzione intestinale e infertilità maschile. Una consulenza fatta fare dalla Procura di Teramo, che aveva avviato l'inchiesta dopo una denuncia della zia del bambino e che poi ha passato per competenza il fascicolo alla Procura di Bologna, ha indicato in 30 anni la prospettiva di vita di un caso come quello del bambino. Il bambino fino al settembre 2005, quando interruppe le cure tradizionali, era stato seguito da un centro specializzato di Verona e dalla pediatra di base.

I genitori del bambino (prima indagati ma poi prosciolti) erano venuti a conoscenza della medicina alternativa praticata dal medico bolognese tramite una farmacista. Così decisero per un consulto, che avvenne nel settembre 2005. Il medico prescrisse erbe e polveri minerali, confezionati - legittimamente - dalla moglie che ha una erboristeria. Il medico avrebbe detto - secondo i genitori - di sospendere la terapia basata sulla medicina tradizionale (a base di cortisone con frequenti ricoveri in ospedale), lasciando solo la somministrazione di enzimi pancreatici. Fino al giugno 2006,quando il bambino continuò a peggiorare, e i genitori decisero di portarlo al pronto soccorso più vicino, nel teramano, ma era ormai troppo tardi: spirò tra le braccia della madre durante il viaggio.

Ultimo aggiornamento ore 17:47


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COMMENTI

12/10/09

Buba

Questo caso drammatico consentirà ai denigratori della medicina alternativa di scatenarsi. La patologia era grave già da sè. Un "alternativo" SERIO avrebbe potuto sì aiutare il fisico del bambino provato sia dalla malattia che dalle cure, senza però sospendere i farmaci. Questo medico ha peccato di presunzione e il risultato è stato drammatico. I genitori probabilmente non sanno neppure qual'è la differenza tra omeopatia e fitoterapia: non si sceglie una cura solo perchè è di moda.....
11/10/09

anto

Caro Doc,crede ancora alle statistiche....truccate...
11/10/09

Chiara

Caro Doc Leo, mio padre è morto nel 2001 nelle stesse condizioni di mia zia che morì nel 1974.
Sono morti entrambi di cancro.
A cosa serve la chiometerapia? Se non a ridurti ad un mucchio di ossa!
Non vado avanti perché mi viene da piangere, però una cosa voglia scriverla.
A VOI MEDICI NON CREDO PIU'!
11/10/09

Doc Leo

Sono contrario all'accanimento terapeutico Anto, per motivi etici e personali; ma non generalizzare, non parlare di assassinio perchè, grazie alla chemio, si sono SALVATE migliaia di vite, riducendo la mortalità a 5 anni di molte neoplasie del 50 - 70%. Che poi le mele marce siano ovunque... su questo sono d'accordo con te.
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