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Aborto, Cei: "No a Ru486 in Italia"

Sul fine vita, "no a diritto a morire"

Il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, ha ribadito il "no" della Chiesa all'introduzione, data dal porporato per "imminente" in Italia, della pillola abortiva Ru486.

Sulla questione di Eluana Englaro, Bagnasco ha detto: "Togliere l'alimentazione e l'idratazione ad una persona per di più ammalata è determinarla verso un inaccettabile epilogo eutanasico. Il vero diritto di ogni persona è vivere e non morire".

Aprendo i lavori del Consiglio Permanente della Cei, Bagnasco ha poi ribadito il vero diritto di ogni persona umana è a vivere e non a morire ed ha espresso anche "piena solidarietà" al cardinale di Torino, Severino Poletto, "sconsideratamente attaccato".

"No all'RU486"
Ribadendo la contrarità del Vaticano all'utilizzo della pillola abortiva, in vista di un'imminente introduzione anche in Italia, Bagnasco ha nuovamente attaccato la pillola RU486. "Senza volersi soffermare su quel puntino così gravido di vita che verrebbe espulso dalla pillola del giorno dopo, chiedo ai responsabili politici di valutare bene anche i danni fisici, ormai documentati, derivanti dall'assunzione di tale farmaco", ha spiegato.

Lefebvriani, "da ebrei parole ingiuste"
Sempre per bocca di Bagnasco, i vescovi italiani si stringono attorno a Papa Benedetto XVI contro ogni "critica ideologica e preconcetta", esprimendo "apprezzamento" per l'atto di "misericordia" compiuto verso gli scismatici lefebvriani e definendo "ingiuste" le parole pronunciate dagli ebrei. Allo stesso tempo, ha precisato il porporato, esprimono "dispiacere" per le "infondate e immotivate" dichiarazioni di Richard Williamson sulla Shoah.

"Purtroppo, di recente, singolari riserve sono venute da parte di alcuni esponenti dell'assemblea rabbinica italiana, nel quadro di una loro non partecipazione per quest'anno alla Giornata 'per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei', che da qualche tempo viene proficuamente celebrata in alcuni Paesi, compreso il nostro", ha spiegato il card. Bagnasco. "Se da una parte ci auguriamo che queste difficoltà abbiano presto modo di rientrare, non possiamo certamente apprezzare le parole ingiuste pronunciate verso l'azione di Benedetto XVI", ha aggiunto.

A proposito della revoca della scomunica alla Fraternità di San Pio X (i lefebvriani scismatici), il presidente della Cei ha espresso "apprezzamento per l'atto di misericordia del Santo Padre". "Manifestiamo il dispiacere per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah - ha però subito aggiunto -. Dichiarazioni già ripudiate dalla stessa Fraternità"'. Con queste parole Bagnasco si è riferito al vescovo britannico Richard Williamson che ha affermato di non credere all'esistenza delle camere a gas naziste. Nella sua relazione, il porporato poi è tornato a deplorare anche il riaffacciarsi in Italia di un "anticlericalismo interessato ad obnubilare il volto della Chiesa" ed ha osservato che non manca purtroppo nei media nazionali "qualche voce di critica ideologica e preconcetta".

La social card non basta
Dopo la pillola del giorno dopo, Bagnasco ha ribadito la posizione del Vaticano anche in ambito economico e sociale, criticando l'operato dell'esecutivo. "La crisi economica è già emergenza ed alcune iniziative del governo, come la social card o il bonus, appaiono di una macchinosità eccessiva, mentre le famiglie numerose sono ancora una volta le più penalizzate", ha detto il porporato, tracciando un quadro a tinte cupe delle difficoltà economiche del Paese. "Sarebbe un guaio ancora peggiore seminare panico e uccidere la speranza - ha ammonito il porporato -. La sfiducia, infatti accresce il disorientamento e paralizza la capacità di reagire in modo costruttivo".

"Dalla crisi si deve uscire insieme e non da soli, mentre lo Stato deve certo fare per intero la sua parte - ha spiegato -. A livello centrale alcune decisione destinate ad arrecare sollievo ai meno abbienti sono state adottate: penso alla social card e al bonus familiare. Provvedimenti che, al di là di ogni altra considerazione, devono ora arrivare celermente a destinazione: in questo genere di iniziative si sperimenta purtroppo una macchinosità eccessiva, senza dire che, sul fronte del bonus, le famiglie con figli a carico rischiano ancora una volta di essere le più penalizzate".

Dunque, per la Cei, lo Stato deve fare di più. "La realtà delle famiglie - ha sottolineato il cardinale, tornando su un tasto particolarmente importante per la Cei - ha bisogno di ricevere la considerazione che merita, il riconoscimento non solo sociale ma anche politico".

Scuole private cattoliche allo stremo
"Le scuole private cattoliche sono alla stremo". Dura presa di posizione del cardinale Bagnasco sul sostegno statale all'istruzione cattolica. "I vescovi italiani non chiedono tutto subito, ma vogliono che lo Stato mantenga gli impegni presi con la legge del 2000 sul sistema scolastico paritario e che almeno non si torni indietro quando sono in ballo servizi così delicati", ha spiegato il presidente della Cei.