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28/4/2005

"Storace ha promesso: ci aiuterà"

Crisafulli, "Siamo fiduciosi"

"Ho incontrato Storace e gli ho raccontato la nostra storia". Dopo la denuncia di Tgcom, il ministro della Salute ha incontrato Pietro Crisafulli, che aveva minacciato di staccare la spina al fratello in coma da 19 mesi, e ha promesso di aiutarlo. "Presto potremo ricoverare Salvatore in un centro specialistico", dice Crisafulli. E aggiunge: "Mi ha detto che non saremo più soli. Siamo fiduciosi".

Oltre un'ora di colloquio in un clima disteso e commosso. "Il ministro mi ha detto che fino a ieri non sapeva nulla di quello che io e la mia famiglia stiamo vivendo. Era visibilmente commosso mentre parlava con me - continua Crisafulli -, gli si leggeva negli occhi che ha preso a cuore il nostro caso. Mi ha detto che non saremo più soli e, proprio davanti a me, ha telefonato al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, per chiedergli che la Regione si faccia carico del nostro caso e ha messo a disposizione delle autorità toscane un rappresentante del Ministero della Salute".

"Anche io ero terribilmente commosso - racconta Pietro Crisafulli -, gli ho detto che sono stanco di promesse che non vengono mantenute e gli ho dato un limite di tempo di otto giorni per intervenire. Lui mi ha promesso che in due o tre giorni si risolverà tutto e che se la Regione Toscana non si farà carico del nostro problema, allora sarà lo stesso ministero della Salute a farlo".

Una settimana per ricevere gli aiuti richiesti, altrimenti la minaccia di staccare la spina al fratello diverrà realtà. Pietro Crisafulli su questo è stato categorico. "Noi siamo veramente disperati, perché in Austria ci hanno chiesto 33mila euro per curare Salvatore e anche in altri centri ci hanno chiesto cifre esorbitanti, come in Svizzera, dove per curarlo ci vogliono oltre 20mila euro e a Milano, dove bisogna pagarne 10mila. Sono sicuro che il ministro Storace manterrà la parola data, ma vogliamo vederli davvero questi aiuti. Io e la mia famiglia non vogliamo che per qualsiasi motivo, magari un contrattempo, tutto si blocchi. Salvatore ha bisogno davvero di assistenza e le parole del ministro sono per noi una fonte di speranza".

Al ministro Storace, Pietro Crisafulli ha consegnato tutta la documentazione medica sul fratello in suo possesso. "Gli ho mostrato anche i risultati degli ultimi esami fatti a Milano, dove i medici sono giunti a conclusione che con cure adeguate Salvatore potrebbe migliorare e, addirittura, recuperare la parola. Infatti, ho chiesto al ministro di ricoverare mio fratello in quel centro e lui mi ha assicurato che potrò farlo entro qualche giorno". A Storace, Pietro Crisafulli e la sua famiglia hanno chiesto anche assistenza neurologica e logopedistica, oltre alla cura delle piaghe da decubito che si sono formate sul corpo del fratello e alla riabilitazione manuale e strumentale.

"Abbiamo anche parlato della pensione di invalidità di Salvatore. Il ministro Storace - spiega Pietro - ci ha detto che manderà un fax alla Prefettura per capire perché non ci è mai arrivato nulla, perché le pratiche si sono bloccate. E forse così risolveremo anche questo problema".

Un po' di luce dopo mesi di lotte e dolore. "Appena terminato l'incontro - conclude Crisafulli - ho subito avvisato la mia famiglia, ho tranquilizzato tutti, ho spiegato che forse, finalmente, siamo arrivati a una svolta. Ora siamo tutti più fiduciosi e non ci resta che aspettare, curare Salvatore e pregare. E chissà che un giorno la nostra più grande speranza, quella di vederlo davvero migliorato, non si avvererà".

Tamara Ferrari

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