Sarebbe stata superiore ai 15 km orari - e quindi non conforme al "rosso permissivo", ovvero il segnale di stop che il convoglio avrebbe incontrato sul suo percorso - la velocità del treno della metropolitana di Roma all'ingresso della galleria della stazione V. Emanuele, dove questo impattò con un altro fermo in stazione. E' quanto emergerebbe da una prima, parziale analisi della scatola nera del convoglio.
Il dato sarebbe emerso dai contenuti della scatola nera scaricati il primo dicembre scorso nei computer del consulente nominato dalla Procura di Roma, il professor Giorgio Diana del Politecnico di Milano, che dovrà chiarire le cause dell' incidente che costò la vita ad Alessandra Lisi, una giovane ricercatrice universitaria.
L'ipotesi di una velocità superiore ai 15 chilometri orari sarebbe emersa dall'analisi di un diagramma, un primo elemento che sarebbe stato raccolto dai tecnici che servirà alla valutazione della velocità complessiva del convoglio stesso. L'indiscrezione riguardo alla velocità non viene tuttavia confermata dalla Procura della Repubblica di Roma.
L'inchiesta sull'incidente che causò il ferimento di centinaia di persone, oltre alla morte della giovane ricercatrice universitaria, e' affidata al pm Elisabetta Ceniccola. I risultati della consulenza affidata al professor Diana saranno completati tra circa 90 giorni. Nell'inchiesta è indagato - per le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni gravissime - il macchinista del convoglio Angelo Tomei.
