OPERAZIONE ANTIMAFIA

'ndrangheta, arrestato a Reggio Calabriail direttore dell'azienda per i rifiuti

Operazione antimafia di polizia e finanzieri; proprio ieri il ministro dell'Interno aveva sciolto il Consiglio comunale per contiguità mafiose

10 Ott 2012 - 07:44
 © Ansa

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Il direttore operativo della Leonia, municipalizzata del Comune di Reggio Calabria per la raccolta dei rifiuti, Bruno De Caria, è stato arrestato nel corso di un'operazione della guardia di finanza e della polizia contro la cosca di 'ndrangheta dei Fontana. Proprio ieri il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, aveva disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio per contiguità con le cosche.

La "Leonia Spa", società mista per la raccolta rifiuti, è partecipata al 51% delle azioni dal Comune di Reggio Calabria. De Caria è accusato di associazione di tipo mafioso, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d'ufficio, aggravati dal fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa.

Contestualmente agli arresti di presunti affiliati alla cosca, operante nel quartiere Archi di Reggio Calabria, finanzieri e poliziotti stanno provvedendo al sequestro di beni mobili, immobili e società commerciali che secondo l'accusa sono riconducibili alla cosca Fontana, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro. Inoltre sono in atto perquisizioni a Reggio Calabria, Roma ed in Toscana.

Sono stati arrestati Giovanni Fontana, 67enne ritenuto capo indiscusso dell'omonima cosca, federata al potente clan Condello; suo figlio Antonino Fontana, 41enne, ritenuto esecutore delle direttive impartite dal padre nel mantenere i rapporti con il direttore operativo della Leonia; Francesco Carmelo Fontana, 43 anni; Giuseppe Carmelo Fontana, 35 anni; Giandomenico Fontana, 38 anni; Eufemia Maria Sinicropi, 35 anni; Giuseppina Maria Grazia Surace, 35 anni. I primi cinque sono accusati di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità mafiose, le due donne invece sono accusate di intestazione fittizia di beni aggravata dalle finalità di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa (la Sinicropi, moglie di Antonino Fontana, quale titolare formale delle società Se.Mac. srl, Italservice srl, Si.Ce. srl; la Surace quale titolare formale della società Si.Ce. srl).

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