Pantelleria, sindaco arrestato per corruzione
Il primo cittadino, Alberto Di Marzo, è accusato di avere intascato 10 mila euro da un imprenditore edile per assumere il figlio all'interno del Comune. A denunciare la vicenda lo stesso manager
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Il sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo, è finito agli arresti domiciliari percorruzione aggravata. Il provvedimento è stato eseguito daicarabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani.
Il primo cittadino, raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip, su richiesta della Procura presso il Tribunale di Marsala, è accusato di avere intascato una mazzetta di 10mila euro da un noto imprenditore edile di Alcamo, Ernesto Emmolo, per assumere il figlio quale dirigente di un importante settore del Comune.
I Carabinieri hanno eseguito una serie di perquisizioni presso l'ufficio del sindaco e di alcuni dirigenti e funzionari del comune.
A denunciare la vicenda è stato lo stesso imprenditore, anch'egli indagato per corruzione, che aveva dato la mazzetta al sindaco. Secondo gli inquirenti, tra i due c'era stato un patto per l'assunzione a tempo indeterminato del figlio ingegnere del manager. Patto che il primo cittadino di Pantelleria non ha rispettato. E così, dopo il licenziamento del figlio e nonostante la restituzione di una parte del malloppo, l'ira di Emmolo avrebbe portato all'autoaccusa e alla segnalazione ai Carabinieri del caso di corruzione.
Nel 2002 Alberto Di Marzo fu arrestato con l'accusa di aver compiuto estorsioni a danno di imprenditori in un contesto dove, secondo la squadra mobile di Trapani, "un gruppo di potere usava metodologie di tipo mafioso". In primo grado il sindaco venne condannato a tre anni e sei mesi di reclusione. In appello venne assolto.
