La Costa Concordia si sta inabissando. Ed ecco che la società armatrice chiede a governo e enti di accelerare al massimo il piano di recupero del relitto. L'integrità strutturale della nave è minacciata e lo scafo coricato su un fianco si sta «progressivamente deformando». Nella relazione ambientale diffusa da Costa Crociere si legge che la nave sprofonderà sott'acqua entro la fine dell'anno.
Le 148 pagine dello studio preparato dalla Costa il 7 maggio scorso confermano le notizie dell'instabilità dello scafo, quelle relative alle fratture che si sono aperte nei due speroni di roccia che sostengono la nave a poppa e a prua e i rischi di uno scivolamento verso il fondale profondo fino a cento metri.
Nello studio è confermato che il momento più critico sarà la fase di raddrizzamento: in quel momento una rete di tiranti e di pali piantati sul fondale di granito e sulla costa alzeranno la nave e la poggieranno su una piattaforma subacquea collocata sotto la chiglia. Un impresa rischiosa tanto che si sta preparando un piano per fronteggiare emergenze di ogni tipo.
Ecco come verrà recuperata la nave
