Nell'ordinanza del gip di Napoli sulla presunta estorsione al premier che ha portato all'arresto di Giampaolo Tarantini e della moglie, Angela Devenuto, e a una richiesta cautelare anche per il direttore ed editore dell'Avanti, Valter Lavitola, emergono intercettazioni scottanti. "Dalle lunghe conversazioni tra Lavitola e Tarantini - scrive il gip - si evince chiaramente come il Lavitola si prefigga di tenere sulla corda il presidente Berlusconi".
Scrive il gip: "Appaiono incontrovertibili ed univoche le lunghe conversazioni telefoniche intercettate tra Lavitola e Tarantini dalle quali si evince chiaramente come in particolare il Lavitola si prefigga di tenere sulla corda il presidente Berlusconi fino a metterlo "con le spalle al muro", o di metterlo "in ginocchio, "andargli addosso", "tenerlo sulla corda" - "tenerlo sotto pressione".
Secondo il giudice "il tenore e il significato" delle "espressioni letteralmente utilizzate da Lavitola nel corso delle conversazioni", risultano "inequivocabili e sintomatici della logica e della prospettiva ricattatoria che muove Lavitola e i coniugi Tarantini".
Intercettazioni, lite tra Lavitola e Tarantini su 500mila euro
Questa la telefonata tra Valter Lavitola e Giampaolo Tarantini dopo che il direttore dell'Avanti ha incassato 500mila euro da girare a Tarantini. L'imprenditore barese scopre settimane dopo che quei soldi non gli sono arrivati e accusa Lavitola di aver fatto il doppio gioco.
Giampaolo Tarantini: "Senti Và (Valter), ti volevo dire una cosa strana che mi ha chiesto Perroni oggi". (La conversazione è del 17 luglio 2011). "Mi sono incontrato... Va bè, che non so se tu sai che è uscito il fatto della D'Addario, va bè... che ha ritrattato tutto... Poi, ad un certo punto, mi prende un attimo e mi dice nell'orecchio: "Ma lei li ha avuti, ma, senta, mi tolga una curiosità, perché mi hanno chiesto... mi ha chiesto - inteso come Nicolò - ma ha avuto poi i 500, lei?". Ho detto: "Guardi, ho detto, veramente no. Me li doveva dare, perché siamo rimasti così l'ultima volta". Valter Lavitola: "Roba da pazzi. Questi sò scemi, sò pazzi".
GT: "Non vorrei che lui gli abbia detto così a Nicolò. Però la cosa che mi ha detto oggi mi ha fatto rimanere di merda, cioè, sono rimasto di c., io".
Quando Tarantini si lamenta perché ha ricevuto troppo poco, dice di aver intenzione di chiedere al premier 3 milioni di euro.
GT: "Gli ha dato 4 milioni di euro, 4 milioni di euro, con tre bonifici, sui 4 milioni se n'è intascati 800 Emilio Fede (...) Ma l'hai vista la casa di Sabina?" (forse la Began, definita l'"ape regina").
VL: "Comunque se tu vai là e gli vai a chiedere 3 milioni, quello ti caccia a pedate".
GT: "Ma io non glieli chiedo. Io a lui gli voglio dire una cosa, mi voglio mettere di fronte e gli voglio dire: "Presidè io non c'ho una lira, sono disperato, sto facendo sta c. di operazione, nel frattempo, per favore, mi vuoi mantenere come Cristo comanda, senza avere rotture di c. di nessun genere?". Mi deve dire no? Io non ci credo".
VL: "Gianpà, quello che cosa ti deve dire, ti deve dire: 'lo sto facendo', com'è vero che lo sta facendo".
Tarantini è preoccupato di avere subito i 500 mila euro. Lavitola gli dice di averli messi "su un conto chiuso in Uruguay". Tarantini lo invita a non sottovalutarlo: "Ricordati che io a vent'anni andavo in barca con D'Alema e a trenta dormivo da Berlusconi".
"Teniamolo sulla corda"
Lavitola avverte l'imprenditore di non parlare faccia a faccia con il premier e ragiona: "Allora io dico: perché non lo teniamo sulla corda del fatto che, comunque sia, quello... io gli continuo a pressare su quelle cose e si fanno e tu quello che ti devi prendere te lo prendi lo stesso, non si corre il rischio che invece non si prende proprio un c.?".
I due parlano dell'inchiesta di Bari
Tarantini parla con Lavitola della riapertura dell'inchiesta di Bari in cui è accusato di sfruttamento della prostituzione. È per darci un vantaggio", dice. GT: "È stato fatto per non chiudere le indagini, per non mandare l'avviso di conclusione, così non escono intercettazioni".
GT: "Perché così riapre il caso, riapre l'indagine".
VL: "Il pm?"
GT: "E certo!"
VL: "Gianpà scusa, ma noi ci siamo andati e quello là ti ha fatto così".
