La Cei prepara le linee guida: si studia anche una banca dati
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La Chiesa corre ai ripari per combattere il fenomeno della pedofilia nel clero. Il cardinale Angelo Bagnasco aprirà infatti l'assemblea generale dei vescovi italiani affrontando il tema delle linee guida antipedofilia che Benedetto XVI ha chiesto di definire sul territorio nazionale entro maggio 2012. Nel dettaglio, la Cei starebbe pensando di istituire degli sportelli antipedofilia in ogni diocesi e di realizzare una banca dati per le denunce.
Sul progetto, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, da mesi è impegnato un nutrito gruppo di lavoro. La Santa Sede ha insistito sulla necessità di raccogliere le segnalazioni e sul ruolo fondamentale dei vescovi, cui spetterà anche il compito di dare risposte adeguate.
Proprio in quest'ottica la Cei sta cercando di organizzare una sorta di banca dati per monitorare costantemente la situazione e aver sotto controllo il quadro generale legato proprio alla piaga della pedofilia nelle diocesi italiane. Le indicazioni della Santa Sede, del resto, parlano chiaro. "Ogni vescovo ha il dovere di assicurare la protezione dei bambini e dei giovani, assicurando ambienti sicuri anche con l'utilizzo di organi consultivi di sorveglianza e di discernimento dei singoli casi", si legge nel testo inviato alla Cei.
Linee guida che ricordano molto la strada indicata dalla Chiesa in Germania: ogni vescovo nomina una o più persone a cui "rivolgersi in caso di sospetti di abusi sessuali su minori".
Ascolto, accoglienza delle vittime e dei familiari, programmi di prevenzione, educazione dei seminaristi e formazione permanente del clero, trasparenza e cooperazione con le autorità civili. Sono questi i punti cardini del progetto antipedofilia fortemente voluto dal Vaticano e che la Cei è chiamata a tradurre in operazioni concrete sul territorio. Una sorta di sportelli antipedofilia in ogni diocesi, capaci di raccogliere le denunce e di dare risposte chiare, immediate e in stretta collaborazione con le autorità.