L'Antitrust Ue a Meta: "Aprire WhatsApp ai chatbot IA concorrenti" | Il colosso tech: "'Eccesso di regolamentazione, faremo ricorso"
Secondo la Commissione europea, la società di Zuckerberg avrebbe abusato della sua posizione dominante. Se l'azienda non rispetta la direttiva, potrebbe subire sanzioni salatissime
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Tutti gli assistenti di intelligenza artificiale hanno il diritto - gratuito - di "abitare" WhatsApp. La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare il libero accesso all'app di messaggistica entro cinque giorni e fino al termine delle indagini che vedono la società di Mark Zuckerberg sotto la lente degli inquirenti per abuso di posizione dominante. Se la Big tech si rifiutasse, rischia multe fino al 10% del fatturato globale. A stretto giro è arrivata la replica di Meta: "'Dall'Ue un eccesso di regolamentazione, faremo ricorso".
L'esclusione e la tariffa per gli assistenti terzi
È una nuova "spallata" alla tecnologia a stelle e strisce quella che arriva da Bruxelles. Secondo i rilievi della Commissione Ue, infatti, Meta avrebbe in un primo momento escluso gli assistenti virtuali di IA concorrenti dalla "WhatsApp for Business API". Il blocco era iniziato il 15 ottobre 2025 con una nuova policy, che mirava proprio a escludere gli assistenti IA di terze parti, lasciando accessibile su WhatsApp solo a Meta AI. Poi, il 4 marzo 2026, la società madre di Instagram e Facebook aveva riammesso i concorrenti, introducendo però una tariffa che - secondo Bruxelles - avrebbe di fatto lo stesso risultato del precedente divieto.
Bruxelles: "Meta ha posizione dominante, così gravi rischi alla competizione"
L'indagine dell'Antitrust - e l'ordine di Bruxelles - è stato così spiegato dalla Commissione Ue: Meta nel campo delle app di messaggistica detiene una "posizione dominante di mercato". Una posizione sfruttata a pieno e indebitamente, almeno secondo l'ipotesi dell'esecutivo, per guadagnarsi il monopolio di una delle applicazioni più usate al mondo. E violando così le regole europee in materia di concorrenza. "È urgente prevenire il rischio di gravi danni alla struttura competitiva nel mercato in crescita degli assistenti virtuali basati sull'IA - si legge nella nota della Commissione -. Il cambiamento di politica di Meta rischia di danneggiare la concorrenza in un momento cruciale per lo sviluppo di tale mercato, in cui i piccoli operatori e i nuovi entranti possono sfidare i grandi attori già presenti sul mercato".
L'ordine da Bruxelles e le sanzioni salatissime
Bruxelles ha dunque ordinato a Meta di ripristinare le condizioni precedenti al 15 ottobre 2025, garantendo la totale gratuità del servizio. La misura dovrà essere attuta entro 5 giorni lavorativi e resterà in vigore fino alla decisione finale della Commissione la cui indagine, avviata nel dicembre 2025, è tuttora in corso. In caso di violazione intenzionale o colposa della decisione sulle misure provvisorie, l'esecutivo Ue potrà imporre sanzioni pecuniarie fino al 10% del fatturato totale dell'esercizio precedente all'infrazione. Per garantire il rispetto della decisione delle misure provvisorie, la Commissione può anche imporre il pagamento di penali giornaliere periodiche non superiori al 5% del fatturato medio giornaliero dell'esercizio.
Meta: "Dall'Ue un eccesso di regolamentazione, faremo ricorso"
Dopo la decisione di Bruxelles, è arrivato il commento di Meta tramite un portavoce: "La Commissione europea ha deciso che OpenAI e alcune delle più grandi aziende al mondo possono utilizzare gratuitamente WhatsApp Business, un servizio a pagamento. Si tratta di un eccesso di regolamentazione, il cui costo ricade sulle numerose aziende europee che lo pagano regolarmente. Faremo ricorso".
