Dopo la bocciatura dell'istituzione

Dazi, Trump: "Decisione della Corte vergognosa, le tariffe rimangono"

Il tycoon ha annunciato: "Ho pronto un ordine per nuove tariffe globali del 10%"

20 Feb 2026 - 21:51
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"Tutti i dazi rimangono, abbiamo delle alternative", ha affermato in conferenza stampa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo la decisione della Corte Costituzionale americana di bocciare le sue tariffe. Le alternative, ha sottolineato il tycoon, "potrebbero portare più denaro" come risultato. 

"La Corte Suprema mi ha reso più forte"

 Il presidente Usa ha affermato: "La sentenza della Corte Costituzionale mi ha reso più forte, ha reso più forte e chiara la mia capacità di regolamentare il commercio". Le parole di Trump provengono da una conferenza stampa alla Casa Bianca. Secondo Trump, la Corte sarebbe stata influenzata da "interessi stranieri", mentre "i Paesi che ci truffano sono in estasi: ballano per strada, ma non per molto".

Questione rimborsi, in gioco quasi 200 miliardi

 Nel mirino del presidente anche i tempi della sentenza. "Ci hanno messo mesi per scriverla e non hanno neanche parlato dei rimborsi", ha detto rispondendo a chi chiedeva se gli Stati Uniti intendano restituire i fondi incassati con i dazi. Trump ha ammesso che "immagino che ci sarà un contenzioso di anni", lasciando intendere che la battaglia legale sia tutt’altro che chiusa. La decisione della Corte Suprema rischia di avere un impatto più che significativo sull'economia americana, perché in gioco ci sono quasi 200 miliardi di dollari di rimborsi e una stangata che si attesta tra i 2.500 e i 3.000 miliardi per i conti pubblici degli Usa. Nel frattempo, Trump ha chiarito che molti accordi commerciali resteranno in vigore, mentre altri verranno sostituiti da nuove tariffe: "Saranno rimpiazzati da altri dazi".

L’affondo sull’Europa: "È irriconoscibile"

 Nel corso della conferenza stampa, Trump ha rivolto un duro attacco anche all’Europa, definita "irriconoscibile" a causa delle sue politiche energetiche e migratorie. "L’Europa è diventata soft, deve essere forte. Voglio che si rafforzi", ha dichiarato. Secondo il tycoon, il continente sarebbe stato "ucciso nel settore dell’energia e dell’immigrazione". Pur ribadendo l’auspicio di un’Europa più solida, Trump ha insistito sul fatto che le scelte adottate negli ultimi anni abbiano indebolito il blocco europeo, rendendolo meno competitivo e meno incisivo sul piano internazionale. 

La promessa: "Firmerò ulteriori dazi globali del 10%"

 Il presidente ha ribadito che "i dazi rimangono" e che non intende arretrare sul fronte protezionistico. Anzi, nonostante la decisione della Corte Suprema, durante la conferenza stampa, ha annunciato la firma imminente di un ordine esecutivo per imporre dazi globali del 10% sulla base della Section 122 del Trade Act del 1974, norma che consente tariffe fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni. Restano inoltre in vigore le tariffe già decise ai sensi della Section 232 e della Section 301 della stessa legge, strumenti che l’amministrazione ha utilizzato per colpire specifici settori e Paesi ritenuti responsabili di pratiche commerciali scorrette. Trump ha sottolineato che esistono "metodi e statuti più forti" dell’International Emergency Economic Powers Act, la base normativa inizialmente contestata, e ha escluso la necessità di un passaggio al Congresso: "Non ne ho bisogno".

L'invito ai giudici "traditori" al discorso sullo Stato Unione è ancora valido

 I giudici della Corte Suprema che hanno votato contro il piano di dazi di Donald Trump sono ancora invitati al discorso sullo Stato dell'Unione che il presidente terrà martedì prossimo. "A malapena ancora invitati", ha detto in conferenza stampa, specificano però: "Onestamente, non mi può importare di meno se vengono o no".

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