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Uzbekistan, mitico paese delle Vie della Seta

La storia del mondo è passata per le splendide città di Samarcanda, Bukhara, Khiva

L’Uzbekistan è uno dei paesi dell’Asia Centrale più ricchi di storia e cultura, anche perché al centro di quelle rotte carovaniere chiamate Vie della Seta che insieme alle merci portavano religioni, culture, filosofie, cibi, saperi. A un certo punto le popolazioni nomadi hanno cominciato a divenire stanziali, prediligendo la località di Khiva: l’Uzbekistan che ammiriamo oggi è il frutto delle opere degli architetti di cui gli antichi conquistatori vollero circondarsi, affinché valorizzassero la propria grandezza.

Uzbekistan, mitico paese delle Vie della Seta

La storia del mondo è passata per le splendide città di Samarcanda, Bukhara, Khiva.

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Delle Repubbliche ex-Sovietiche, create a tavolino nel 1991, quella che per prima si è aperta al turismo era stata l’Uzbekistan. L’influenza sovietica aveva influito anche promuovendo l’ateismo, con il risultato che anche in seguito, l’islam non è mai stato imposto, nemmeno nello studio, e tutt’oggi il Paese è molto più laico di tutti quelli con cui confina. L’operatore turistico Parextour.it  ha programmato diversi itinerari per conoscere luoghi affascinanti e poco conosciuti in occidente. Eccone alcuni.

Bukhara - Nella sola Bukhara 400 monumenti sono stati definiti da Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il mausoleo di Ismail Samani, completato nel 905 d.C., ha muratura in terracotta: col passare delle ore e l’allungarsi delle ombre, si crea l’effetto ottico di una forma che muta aspetto. In realtà le sue mura sono molto resistenti; spesse due metri, sono sopravvissute undici secoli senza restauri. Il mausoleo è all’interno dell’omonimo parco, con i tratti rimasti delle mura cittadine, 2 km rispetto ai 12 di un tempo. Bukhara è un gioiello, con la sacra moschea Maghoki-Attar, e il minareto Kalon, che all’epoca era il più alto dell’Asia Centrale e che per questo venne risparmiato dalla furia devastatrice di Gengis Khan.

Samarcanda - A Samarcanda piazza Registan rappresenta l’apoteosi dell’arte islamica, ai cui restauri hanno collaborato archeologi delle Università di Bologna e Ravenna. Registan è un complesso di madrase con una profusione di maioliche e mosaici azzurri. La più antica risale al 1420 ed è dedicata a Ulughbek, in realtà più famoso come astronomo che come sovrano, cui si aggiungono la madrasa di Sher Dor, decorata con felini a dispetto del divieto islamico di raffigurare esseri viventi, e la secentesca madrasa di Tilla-Kari, rivestita d’oro. Samarcanda ha una risonanza mitica pari a quella di Atlantide.. A 710 metri di altitudine, Samarcanda è un luogo magico: minareti, cupole e maestosi monumenti la rendono uno dei luoghi più sognati al mondo.

Khiva - La leggenda vuole che la città di Khiva venne fondata quando Sem, figlio di Noè, scavò un pozzo in questa zona, che la gente chiamò Kheivak. Il khanato per tre lunghi secoli è stato tristemente famoso per il mercato degli schiavi. Khiva è ancora avvolta dalle mura in fango del XVIII secolo. Proteggono la fortezza-residenza dei sovrani Kukhna Ark, con la moschea estiva in piastrelle bianche e blu e dalla copertura rossa arancione e oro; con la zecca ora museo dove le banconote venivano stampate su seta. Da visitare a Khiva anche il caravanserraglio di Alloquli Khan (che risale all’Ottocento, periodo di massimo splendore della città), il bazar dove trovare ceramiche a poco prezzo, il minareto Islom-Huja con i suoi 118 scalini che conducono ad ammirare il deserto di Karakum.

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