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Dal bottone al lucchetto: i nostri musei più strani

Dieci eccentriche, curiose raccolte nelle regioni del Bel Paese

Non ci sono soltanto gli Uffizi di Firenze o le Gallerie dell'Accademia di Venezia: l’Italia è ricchissima di musei strani o addirittura impensabili che vale la pena conoscere e che, per la loro originalità, valgono un viaggio. Dalle bambole ai fischietti, dagli automi ai bottoni: ne segnaliamo alcuni.

Dal bottone al lucchetto: i nostri musei più strani

Museo della frutta, Torino - La collezione pomologica del Museo della frutta Francesco Garnier Valletti di Torino è costituita da centinaia di frutti artificiali esposti in antiche vetrine, distribuite in due ampie sale. In origine questi frutti non furono creati per essere esposti, ma dovevano servire di ausilio alle ricerche agronomiche e botaniche. L’artefice di questa vasta raccolta è stato Francesco Garnier Valletti (Giaveno 1808-Torino 1889), grande uomo di scienza, ma anche raffinato artista e modellatore di frutti artificiali.  All’interno del museo si trovano anche la Biblioteca scientifica e l’Archivio della Regia Stazione di Chimica Agraria (fondata nel lontano 1871), oltre ai laboratori di ricerca e a una ricca strumentazione tecnica. Il museo è ospitato nel Palazzo universitario degli Istituti anatomici, dove si possono visitare anche il noto il Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso e il Museo di anatomia umana Luigi Rolando.

Museo della bambola e del giocattolo, Rocca di Angera (VA) - Allestito all’interno dell’antica Rocca di Angera sul lago Maggiore, vi sono esposte oltre un migliaio di bambole di proprietà della principessa Bona Borromeo, che lo ha fondato nel 1988. Il percorso espositivo inizia con esemplari settecenteschi e prosegue via via fino ai giorni nostri, realizzati nei più diversi materiali della tradizione antica: legno, cera, cartapesta, porcellana, biscuit, composizione, tessuto. In mostra anche giochi d’ogni genere, libri e giornali per l’infanzia. Completa il museo (uno dei maggiori in Europa fra quelli dedicati ai giocattoli) una sezione dedicata all’abbigliamento infantile e la collezione del Petit Musée du Costume di Tours, raccolta da Giséle Pesché, consistente in una straordinaria collezione di automi francesi e tedeschi del XIX secolo.

Museo dello spazzacamino, Santa Maria Maggiore – Il museo sorge  in Valle Vigezzo , in provincia di Verbania ed è ospitato in un caratteristico edificio all’interno del parco di Villa Antonia. Vi sono esposti tutti gli strumenti tipici dei questo antico mestiere (raspa, scopino ecc.) oltre a moltissime foto e pubblicazioni varie. Al fine di commemorare questo antico lavoro, ogni anno spazzacamini provenienti da tutto il mondo si ritrovano, tra agosto e settembre, nel piccolo borgo di Santa Maria Maggiore per il consueto Raduno Internazionale dello Spazzacamino, che nel 2018 giungerà alla 37° edizione.

Museo della pasticceria, Costabissara (VI) – Una tappa da non perdere per i golosi e per gli appassionati di dolci: il Loison Museum di Costabissara, nel Vicentino, è un piacevolissimo museo del gusto, impostato come un percorso plurisensoriale alla scoperta dell’antica tradizione pasticcera.  L’esposizione comprende strumenti del mestiere, come sbattitori meccanici, impastatrici e macchinari (ancora funzionanti) usati per preparare le più dolci e golose specialità, antichi vetri per aromi di note case farmaceutiche.

Museo storico del bottone, Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD) – Il bottone è un oggetto che racconta il costume dei tempi fino a diventare un vero e proprio status symbol.  Chi volesse approfondire meglio questo affascinante mondo deve assolutamente visitare il Museo Storico del Bottone Sandro Partesotti, allestito nella villa di Leda Siliprandi Partesotti a Sant’Angelo di Piove di Sacco, in provincia di Padova (visite su prenotazione). Vi si ammirano bottoni di ogni epoca, come il preferito dalla proprietaria, che risale al 1500: è in rame sbalzato sopra una base in ottone e rappresenta dei giocosi putti.

Le cataste di legna si fanno arte - Mezzano di Primiero, piccolo e magico borgo trentino, offre ai visitatori un museo all’aria aperta veramente unico nel suo genere: Cataste e Canzei, ovvero monumentali cataste di legna (canzei in dialetto locale), realizzate da affermati artisti. Ecco allora la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna a segnare il trascorrere del tempo e la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966, gli uomini intenti a tagliare l’albero e la catasta instabile che cede a un coreografico crollo. E ancora, la cisterna dell’acqua che viene ricoperta da scene raffiguranti le quattro stagioni… In tutto una trentina di cataste artistiche già sparse per il paese, chiaramente indicate e didascalizzate, a cui se ne aggiungono di nuove, di anno in anno.

Museo storico dei lucchetti, Cedogno (PR) - L’unico museo al mondo interamente dedicato al lucchetto si trova a Cedogno, in provincia di Parma, ed espone circa 5000 esemplari, che Vittorio Cavalli è riuscito a raccogliere in tutto il mondo, in oltre in 60 anni. Nell’esposizione si possono ammirare lucchetti fatti con i materiali più disparati come il classico ottone, passando per i più rari oro e argento fino a giungere all’osso e alla pece.  Diversi sono anche gli utilizzi di questo piccolo ma utilissimo oggetto: si va da quelli per chiudere le cavigliere dei prigionieri a quelli per le cinture di castità, da quelli postali fino ai più consueti utilizzati nei portoni.

Museo del tartufo, San Giovanni d’Asso (SI) - Nelle Crete Senesi matura il tesoro più prezioso e nascosto dell'autunno: il tartufo bianco. Raro, profumato, inconfondibile, il “diamante bianco” d'Italia ha in terra di Siena una delle zone di produzione più pregiate. A San Giovanni d’Asso ha sede il Museo del tartufo, ospitato nei sotterranei del Castello. Un' interessante esposizione che ne racconta storia, l'ambiente in cui si sviluppa, gli usi in cucina e le curiosità, fra cui il suo ruolo nella mitologia e lo stretto rapporto che il tartufaio crea col cane cercatore. Fra le curiosità l'“olfattorama”, dove il visitatore può scoprire le tante sfumature nel profumo del tartufo bianco.

Museo della ceramica, Grottaglie (TA) – Le sue ceramiche sono ovunque note e apprezzate e ad esse non poteva non dedicare un’articolata esposizione: Grottaglie, la città pugliese della ceramica in provincia di Taranto, ha creato in loro onore un interessantissimo ed affascinante museo. Il Museo della Ceramica si trova nel bel mezzo del noto Quartiere delle Ceramiche ed è ospitato in un’ala del medievale Castello Episcopio. Le sale espositive sono state allestite dove anticamente si trovavano le stalle e raccolgono quasi 400 manufatti che coprono un arco cronologico vastissimo, dall’VIII secolo a.C. fino ai giorni nostri. Il museo si articola in cinque sezioni dedicate a vari aspetti di questa antica arte: la ceramica tradizionale, la maiolica, la sezione archeologica, i presepi e la ceramica contemporanea.

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