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Tokyo, dove tradizione, bizzarria e avanguardia vanno a braccetto

Alla scoperta di una città dinamica, ricca di storia e tradizioni

Il Giappone è il paese del Sol Levante, lontano, estremo, ricco di fascino e contrasti, c’è un lato del Giappone per ognuno di noi e Tokyo, la sua capitale, racchiude in se ed esprime all’ennesima potenza l’unicità di questa antica terra di samurai proiettata verso il futuro.

Nel 1603 Edo, l’antica Tokyo, era ancora un villaggio di pescatori arroccato attorno alle rovine di un castello. Divenne la capitale militare sostituendosi a Kyoto e nel XVIII secolo era già diventata una delle città più grandi del mondo. Oggi le sue dimensioni sono spropositate, è una metropoli che conta oltre 15 milioni di abitanti, che arrivano a 35 milioni se si considera l’intera area urbana composta, non solo dai 23 quartieri speciali corrispondenti alla città originaria affacciata sulla baia, ma anche la parte ovest, detta area di Tama, l’arcipelago delle Izu, le lontane isole Ogasawara, oltre alle vicine prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama.

Nella zona dei quartieri speciali hanno sede le istituzioni più importanti e in quello di Chiyoda, all’interno di un grande parco, si trova il palazzo imperiale, sede ufficiale dell’imperatore del Giappone. Ogni zona ha le proprie peculiarità, certamente quella del quartiere Ginza è il fatto di essere il più esclusivo della città. Durante il XIX secolo divenne lo specchio della modernizzazione occidentale con caffè, ristoranti, negozi e grandi magazzini, oggi è qui che si concentrano i brand più esclusivi che hanno i loro flagship store, imponenti ed oltremodo lussuosi.

In una città così estesa e multiforme tradizione, bizzarrie e avanguardia vanno a braccetto; accanto ad eleganti signore in kimono sfilano impeccabili cosplayer, vestite come i personaggi dei cartoni animati, teatrali gothic lolita tutte trine e merletti e pittoresche harajuku girl che sfoggiano un tripudio di tutto… mollettine, nastri per capelli, parrucche colorate, righe e pois, calze spaiate e chi più ne ha più ne metta nel vero senso della parola; prendono il nome dall’omonimo quartiere, una vera fucina di stili di strada e di tendenze giovanili estremamente innovative.

Tradizionale è invece il quartiere Asakusa, autentico cuore della città vecchia, è qui che si trova il complesso templare buddhista più antico, nonché uno dei più importati, quello di Sensō-ji. L'entrata del tempio è contrassegnata dalla famosa Kaminarimon la "porta del tuono", che ospita un'enorme lanterna di carta, dipinta di rosso con caratteri di colore nero. Dalla qui si estende la Nakamise-doori, una strada affollata di negozi che conduce sino fino alla Hōzōmon, la "porta della casa del tesoro", che costituisce l'entrata vera e propria al recinto del tempio. Qui si trovano un'imponente pagoda a cinque piani e il padiglione principale con la statua di Kannon, dea della misericordia.

Anche il tempio di Ōfuna Kannon, nella città di Kamakura, è dedicato alla dea della compassione e della misericordia, il cui busto troneggia con i suoi 25 metri di altezza. Nella realizzazione sono state utilizzate anche pietre provenienti dai siti di Hiroshima e Nagasaki, poste per commemorare i caduti dello sgancio delle bombe atomiche durante la seconda guerra mondiale. Kamakura tuttavia, facente pare della prefettura di Kanagawa, nell’agglomerato urbano di Tokyo, è famosa per un altro tempio, quello di Kōtoku-in, in cui si trova la statua del grande Buddha di Kamakura, una delle icone più famose del Giappone. E’ una monumentale statua in bronzo, alta 11,3 metri e pesante 121 tonnellate, che raffigura Amida Buddha nella tradizionale posizione del loto. Si ritiene che la realizzazione risalga al 1252, ne danno testimonianza alcuni registri del tempo. In origine si trovava all’interno di un tempio di legno che venne distrutto da uno tsunami nel 1495 e da allora è sempre rimasta all'aperto. E’ stato designato Tesoro Nazionale del Giappone e da secoli è meta di pellegrinaggi e visite da parte di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Il romanziere inglese Rudyard Kipling apre il suo romanzo Kim citando il famoso Buddha: O voi che andate per la Via Stretta tra le fiamme di Tophet al Giudizio Divino, non schernite il pagano che prega Buddha nel tempio a Kamakura!

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